La seconda edizione di Germinale – Monferrato Art Fest inaugura il 12 settembre a Castagnole Monferrato, portando nelle colline piemontesi un mese di eventi, mostre, residenze e installazioni. Curata da Francesca Canfora e organizzata dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria APS in collaborazione con Casa degli Alfieri ed Ecomuseo del Basso Monferrato, la rassegna di quest’anno prende il titolo Alimurgia. Nutrire lo sguardo e coltivare il pensiero. Il riferimento è al termine settecentesco coniato dal medico fiorentino Giovanni Targioni Tozzetti, che indicava l’uso di piante spontanee come risorsa alimentare nei momenti di crisi. Una metafora per invitare a vivere l’arte come nutrimento lento e necessario, antidoto simbolico alle urgenze del presente.

Il Festival si estende in 22 comuni, con 27 sedi espositive e circa 50 artisti coinvolti tra inviti diretti, residenze e concorsi. Accanto ai nomi affermati – da Maura Banfo a Luigi Stoisa, da auroraMeccanica a Nicola Bolla – sono previste sette residenze artistiche, pensate come spazi di lavoro e incontro con la comunità. Come nella prima edizione, anche quest’anno sarà realizzata un’opera permanente: una scultura di Albertelli Abbaldo nel cortile del Castello di Razzano. Tra gli ospiti speciali spiccano tre figure cardine dell’arte italiana: Alessandro Sciaraffa, che allestirà una Harmonic Room interattiva nella Chiesa della Trinità di Villadeati, Michelangelo Pistoletto, che presenterà la prova d’autore per l’allocazione del Terzo Paradiso a Vezzolano, e Alfredo Pirri, che il 12 ottobre chiuderà il Festival raccontando la sua installazione permanente Passi all’ex Asilo Regina Elena.


Il programma è arricchito da talk, spettacoli, workshop e performance site-specific, oltre a progetti speciali. Tra questi, I’m in love with my car, dedicato al giornalista e scrittore Massimo Cotto, che trasforma la sua automobile in opera d’arte, e il Selva Art Prize, premio dedicato a giovani artisti under 40, con una mostra collettiva e un’acquisizione finale. A firmare uno dei progetti più poetici è Claudio Cravero con Visagi, un work in progress fotografico che ritrae le comunità locali tra memoria agricola e nuove identità. Il Festival si radica nel tessuto culturale del territorio, entrando quest’anno nella rete museale diffusa della Fondazione Asti Musei e collaborando con numerosi enti, gallerie e associazioni. Come sottolinea la direttrice artistica Francesca Canfora: «Ora che Germinale è realtà, la speranza è di proseguire questo percorso in modo condiviso e plurale, costruendo insieme un orizzonte di possibilità per questo meraviglioso territorio».


info: germinale.art


