La città fotografata: il viaggio visivo di Vincenzo Del Franco

Alla Galleria Spazio CEC una mostra che intreccia fotografia e memoria architettonica, mettendo in dialogo geometrie metropolitane e silenzi medievali

Le strade di Milano e i vicoli di Perugia si incontrano nello sguardo in bianco e nero di Vincenzo Del Franco. È questo il cuore di Riflessi Urbani, Milano-Perugia, la mostra che inaugura il 12 settembre 2025 alla Galleria Spazio CEC, a cura di Daniela Castellucci, che invita a leggere le città come specchi di memorie e trasformazioni. L’esposizione, promossa con il patrocinio del Comune di Perugia e inserita nel programma culturale di Umbria Wine, sarà visitabile fino al 12 ottobre 2025.

Del Franco propone una riflessione poetica e critica sulla città come organismo vivente, mettendo a confronto due contesti apparentemente distanti: la Milano verticale dei grattacieli e la Perugia medievale con i suoi vicoli raccolti. Attraverso fotografie in bianco e nero, sviluppate su polaroid, l’artista costruisce un dialogo di contrasti e risonanze, dove le facciate vetrate delle metropoli incontrano i mattoni delle piazze umbre, e il linguaggio della modernità si specchia nella persistenza della storia.

In questa tensione, il lavoro di Del Franco si inserisce nella tradizione della fotografia urbana italiana, che da Gabriele Basilico in poi ha fatto della città un testo da leggere e interpretare. Se Basilico osservava il paesaggio metropolitano come un archivio in continua trasformazione, e Luigi Ghirri trasformava lo sguardo fotografico in strumento per scovare l’invisibile del quotidiano, Del Franco unisce i due approcci: da un lato la registrazione rigorosa di geometrie e architetture, dall’altro la ricerca di un linguaggio intimo che restituisce un’esperienza emotiva dello spazio.

La grammatica visiva dell’autore è fatta di diagonali, prospettive spezzate, giochi di luce e ombra che cancellano il superfluo per restituire l’essenza degli spazi. In questo senso, Riflessi Urbani si colloca in un territorio ibrido tra fotografia documentaria e ricerca artistica, evitando la trappola dell’estetizzazione pura e cercando invece un linguaggio critico capace di interrogare il volto del progresso e i suoi riflessi sulla vita collettiva.

Il contrasto tra Milano e Perugia non è dunque un esercizio comparativo, ma un dispositivo narrativo. La città lombarda, icona della modernità, viene restituita attraverso griglie e superfici riflettenti che diventano quasi impermeabili alla presenza umana; Perugia, al contrario, emerge come luogo di intimità e memoria, sospeso tra la monumentalità gotica e la fragilità dei suoi scorci nascosti. Due città, due modi di vivere il tempo: accelerato e verticale, da un lato; dilatato e orizzontale, dall’altro.

Con Riflessi Urbani, Vincenzo Del Franco consegna al pubblico un atto di riflessione critica sul nostro rapporto con le città: luoghi che viviamo quotidianamente, ma che spesso smettiamo di osservare davvero. In questo senso, il suo lavoro restituisce allo spettatore ciò che Italo Calvino definiva nelle Città invisibili: la consapevolezza che ogni paesaggio urbano non è solo materia, ma racconto, specchio, riflesso della nostra stessa identità.

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