La luce intensa di Firenze, i silenzi delle sue chiese, le geometrie solenni dell’architettura rinascimentale: in questi elementi si radica la fascinazione che Mark Rothko provò durante il suo viaggio in Italia nel 1950, insieme alla moglie Mell. A distanza di oltre settant’anni, la città gli dedica una delle più ampie retrospettive mai organizzate nel nostro Paese, con l’intento di restituire la profondità di un rapporto spesso evocato ma mai così chiaramente messo in scena.
Dal 14 marzo al 26 luglio 2026, Palazzo Strozzi diventerà il fulcro di un progetto espositivo che non si limita alle sale del palazzo rinascimentale, ma si diffonde in luoghi emblematici della città: il Museo di San Marco, dove i dipinti dell’artista dialogheranno con gli affreschi di Beato Angelico, e il vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, capolavoro michelangiolesco che farà da contrappunto alle grandi tele rothkiane.

Curata da Christopher Rothko, figlio dell’artista, ed Elena Geuna, la mostra offrirà un percorso inedito capace di attraversare l’intera carriera di Rothko, dagli anni Trenta fino al 1970. Saranno esposti dipinti di grande formato provenienti da collezioni private, dalla famiglia e da importanti musei internazionali, molti dei quali mai presentati prima in Italia. Si tratterà di un’occasione unica per osservare come le vaste campiture di colore di Rothko possano risuonare con la spazialità rinascimentale, generando un dialogo silenzioso ma potente tra epoche lontane e sensibilità diverse.
Il progetto, promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi con la collaborazione della Direzione Regionale Musei della Toscana – Museo di San Marco e della Biblioteca Medicea Laurenziana, testimonia ancora una volta la capacità di Firenze di porsi come ponte tra passato e presente. Un ponte reso possibile anche grazie al sostegno delle istituzioni pubbliche e private che hanno creduto in una sfida culturale di ampio respiro.


info: palazzostrozzi.org


