Apre la Biennale di San Paolo 2025, dove l’arte è una pratica di umanità

Al centro del progetto del curatore Bonaventure Ndikung decolonizzazione, convivenza e pratiche collettive

Seconda per storia e prestigio solo a quella di Venezia, la Biennale di San Paolo torna ad aprire le porte, riaffermando il proprio ruolo di osservatorio critico sul presente. Fondata nel 1951 e una delle rare manifestazioni a ingresso gratuito, negli ultimi anni la rassegna brasiliana ha accentuato la sua vocazione sperimentale, sfidando le consuetudini espositive e affrontando con coraggio i nodi della contemporaneità.

Per la prossima edizione, che aprirà al pubblico dal 6 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 portando in scena 125 artisti, la direzione artistica è stata affidata a Bonaventure Soh Bejeng Ndikung (Yaoundé, 1977), curatore camerunense con base a Berlino, noto per un approccio interdisciplinare che intreccia arti visive, pratiche performative, ricerca sonora e installazioni. Una scelta che conferma la volontà di orientare la Biennale verso un pensiero plurale, capace di attraversare linguaggi e discipline.

Il titolo scelto, Not All Travellers Walk Roads – Of Humanity as Practice, prende spunto da un verso della poeta Conceição Evaristo (Da calma e do silêncio) e diventa dichiarazione d’intenti: esplorare l’umanità non come concetto astratto, ma come relazione e pratica quotidiana. L’impianto curatoriale si articola attorno a tre assi portanti: la decolonizzazione, la riflessione sugli spazi condivisi e la costruzione di legami tra individui.

L’obiettivo è chiaro: proporre l’arte come strumento per immaginare nuove forme di convivenza in un tempo segnato da crisi ambientali, sociali ed economiche. Non un esercizio teorico, ma un percorso che invita il pubblico a vivere esperienze di ascolto, di scambio e di rivendicazione collettiva di tempo e spazio. L’ultima sezione, dedicata agli “estuarî”, diventerà metafora di questo incontro: come le acque dei fiumi si mescolano alla foce, così i visitatori saranno invitati a sperimentare spazi di coesistenza e contaminazione reciproca.

Dopo l’edizione 2023 – che con Coreografie dell’impossibile aveva celebrato la molteplicità delle identità attraverso una curatela corale – la Biennale del 2025 si annuncia come un passo ulteriore: non solo il riconoscimento della diversità, ma la ricerca di pratiche comuni per abitare il mondo insieme.

info: bienal.org.br

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