Short Theatre compie vent’anni e si propone come laboratorio vivo

Dal 5 al 14 settembre Roma ospita la 20ª edizione del festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts

Venti edizioni significano molto più di una cifra tonda. Short Theatre, nato nel 2006 e cresciuto fino a diventare un appuntamento imprescindibile della scena romana e internazionale, festeggia il suo ventennale dal 5 al 14 settembre 2025 al Mattatoio con dieci giorni di programmazione intensa, tra teatro, danza, performance, musica e pensiero critico. Un festival che, come sottolinea l’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, si è consolidato come «tassello fondamentale per la creazione contemporanea e le performing arts a Roma».

La nuova direzione curatoriale

Per la prima volta il festival è guidato da un gruppo curatoriale plurale – Silvia Bottiroli, Silvia Calderoni, Ilenia Caleo e Michele Di Stefano – che ripensa la forma stessa del festival come spazio di sperimentazione condivisa. Short Theatre 2025 diventa così un laboratorio vivo, un contesto aperto a formati inediti: camere drammaturgiche, set cinematografici dal vivo, residenze sperimentali che intrecciano processi creativi e partecipazione del pubblico.

Geografie e linguaggi

La mappa artistica di questa edizione è quanto mai eterogenea: oltre 70 appuntamenti, più di 35 compagnie e artisti provenienti dall’Italia, dall’Europa e dal Sud ed Est Globale, con presenze da Filippine, Iran, Libano, Costa d’Avorio e Repubblica Democratica del Congo. Una pluralità di sguardi che abbraccia teatro, danza, musica, arti visive e pensiero teorico, senza confini disciplinari.

Gli spazi del festival

Il cuore resta al Mattatoio, e in particolare alla Pelanda, che dal 2010 ospita il festival. Ma per la prima volta Short Theatre si apre anche al Palazzo dei Congressi, con il progetto ST25@EUR – Performing the City, Transforming the Space, che trasforma le architetture razionaliste dell’edificio in uno scenario immaginifico e performativo. Accanto a questi luoghi, tornano il Teatro India, il Teatro Vittoria e le collaborazioni con istituzioni accademiche e culturali come l’Accademia di Belle Arti e l’Università Roma Tre.

Focus e nuove sinergie

Tra le collaborazioni spicca quella con Urban Vision Group, main sponsor di questa edizione, che proietterà interventi video delle performance sul maxi-schermo di Testaccio, trasformando la città in un palcoscenico diffuso. Inedito anche il dialogo con la casa di produzione Groenlandia, da cui nasce PIOGGIA, un progetto site-specific che intreccia cinema e performance dal vivo. Tornano invece sinergie consolidate come quella con Romaeuropa Festival, che co-realizza lo spettacolo di Anne Teresa De Keersmaeker e Rabih Mroué.

CLASSE: un istituto nomade di pensiero

Elemento distintivo di Short Theatre è anche il suo impegno formativo e critico. Con CLASSE, definito “Istituto Nomade di Pensiero”, il festival accoglie filosofi, artisti e attivisti in un programma di lezioni, pratiche condivise e incontri pubblici. Da Antonella Anedda a Roberto Esposito, da Bojana Kunst a Federica Giardini, fino a voci emergenti come Noura Tafeche, CLASSE porta al centro del festival un pensiero capace di intrecciare corpi e teorie, estetica e politica.

Il programma giorno per giorno

Il calendario di Short Theatre 2025 si articola in dieci giornate fitte di appuntamenti che trasformano Roma in un laboratorio performativo a cielo aperto.

  • 5 settembre: si inaugura alla Pelanda con A Land in a Land di Liryc Dela Cruz e Épique! di Nadia Beugré, in prima nazionale.
  • 6 settembre: debutta Analphabet di Alberto Cortés, affiancato da Dewey Dell e Giorgia Ohanesian Nardin.
  • 7 settembre: spazio alla danza con Gherminella di Miranda Secondari e Nicola Ratti, e al teatro con Analphabet.
  • 8 settembre: al Teatro India arriva A little bit of the moon di Anne Teresa De Keersmaeker e Rabih Mroué.
  • 9 settembre: Alessandro Sciarroni presenta U. (un canto) al Teatro Vittoria, mentre alla Pelanda prosegue la residenza di Dela Cruz.
  • 10 settembre: debutta L’avvenire di Silvia Rampelli e Le repos di Clara Delorme.
  • 11 settembre: Rabih Mroué torna con la sua lecture-performance Make Me Stop Smoking.
  • 12 settembre: Phil Collins anima la Pelanda con un’installazione-clubbing e il collettivo Giulio e Jari porta in scena Elysium.
  • 13 e 14 settembre: il festival approda al Palazzo dei Congressi con Darkness Picnic del collettivo DOM-, le prime assolute di Alexia Sarantopoulou e Vincent Giampino, e il live di Fulu Miziki, ensemble congolese che chiuderà la rassegna.

info: shorttheatre.org

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