L’iconico Piranhas di Banksy approda al London Museum di Smithfield

Il box telefonico trasformato in acquario, opera clandestina dell'artista emersa l’11 agosto 2024, entra nella collezione permanente del museo

L’11 agosto 2024, in piena estate londinese, una cabina della polizia a Ludgate Hill si trasformò improvvisamente in un acquario minaccioso. L’intervento, parte di una serie di nove opere animali realizzate in nove giorni da Banksy, apparve senza preavviso, seguendo lo schema che da oltre vent’anni caratterizza l’artista: l’irruzione improvvisa nel paesaggio urbano e la sua metamorfosi in racconto collettivo. Così, la serie più ampia di interventi dell’artista trasformò la capitale inglese, per qualche settimana, in una sorta di enigmistica zoologica a cielo aperto.

La City of London Corporation, dopo averne riconosciuto l’autenticità, decise di rimuoverla per ragioni di sicurezza e conservazione. Trasferita temporaneamente nella Guildhall Yard, l’opera attirò migliaia di visitatori incuriositi. Successivamente fu messa in deposito, in attesa di una collocazione definitiva. La forza dell’intervento non sta solo nell’impatto visivo, ma nel cortocircuito simbolico: una cabina pensata per la sorveglianza trasformata in trappola predatoria. Un commento amaro, secondo alcuni critici, sulle dinamiche del controllo urbano, dove chi osserva rischia di essere osservato e divorato.

Un nuovo capitolo al London Museum di Smithfield

Il destino delle Piranhas è ora chiaro: l’opera entrerà a far parte della collezione permanente del London Museum, nuova sede dello storico Museum of London, che aprirà a Smithfield nel 2026. I curatori hanno accolto con entusiasmo il lavoro di Banksy, definendolo un tassello prezioso per raccontare l’evoluzione dell’arte urbana in parallelo con la storia millenaria della città.

“Dai graffiti romani alla street art contemporanea, Londra è sempre stata teatro di segni visivi che raccontano chi siamo” ha dichiarato Glyn Davies, curatore del museo. Anche Chris Hayward, del City of London Corporation, ha sottolineato il valore identitario dell’opera: “Le pirañas hanno fermato i londinesi nelle loro strade, ora saranno visibili a milioni di persone nei prossimi anni”. L’opera si inserisce così in un percorso museale che intende fondere passato e presente, accostando reperti archeologici e interventi urbani contemporanei, diventando quindi ponte tra epoche, icona di una città che non smette di reinventarsi.

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