Roma si prepara ad accogliere una delle mostre più attese dell’anno: Gauguin. Il diario di Noa Noa e altre avventure, in programma al Museo Storico della Fanteria dal 6 settembre 2025 al 25 gennaio 2026. L’esposizione, curata da Vincenzo Sanfo e prodotta da Navigare srl su iniziativa del Ministero della Difesa, propone oltre cento opere – tra disegni, litografie, xilografie e pagine di diario – provenienti da importanti collezioni private italiane, francesi e belghe, nonché da musei italiani e francesi. Il progetto fa inoltre parte di una collaborazione con realtà culturali come MAGA – Gallarate (VA), Musée des Beaux-Arts de Quimper, e Musée Despiau-Wlérick, con Vincenzo Sanfo come curatore e un comitato scientifico composto da Gilles Chazal (presidente onorario del Musée du Petit Palais di Parigi) e Giovanni Iovane (ex direttore dell’Accademia di Brera).


Un viaggio nell’universo spirituale di Paul Gauguin
Il cuore della mostra è il celebre Diario di Noa Noa, scritto da Gauguin durante il suo primo soggiorno a Tahiti. Il testo è arricchito da splendide xilografie che illustrano i contenuti, raccontando la vita nelle isole polinesiane, i miti e le credenze ancestrali . Tra le opere più intriganti in mostra spicca il disegno a monotipo Studio di braccia, mani e piedi, salvato dall’artista prima che le autorità religiose polinesiane ordinassero il rogo dei suoi averi e che mette in luce l’importanza dello studio anatomico per l’artista francese.

Tra le altre opere, l’olio su tela Femme de Tahiti e l’acquerello Paysage Tahitien, un carnet contenente 38 disegni con studi di ritratti, dettagli anatomici e animali, oltre a copie delle stampe litografiche del libro Avant et Après, terminato dall’artista due mesi prima di morire Il percorso espositivo offre dunque uno spunto per riflettere sul rapporto tra Gauguin e Vincent van Gogh, documentato in dodici litografie vibranti di colore, e sull’influenza di artisti del gruppo dei Nabis come Émile Bernard, Maurice Denis e Paul Sérusier.


