Natino Chirico, quando lo sport diventa arte

All'Auditorium Parco della Musica il ritorno a Roma dell'artista preannuncia un profondo racconto autobiografico, fatto di memoria e sfide al tempo

Dal 16 settembre al 9 ottobre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, oltre cento opere di Natino Chirico dedicate allo sport raccontano il dialogo tra arte, cultura e valori condivisi. L’esposizione, curata da Gina Ingrassia e sostenuta dall’Istituto di Credito Sportivo e Culturale in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, si articola in quattro sezioni tematiche – Omaggio allo Sport, Lo Sport, una storia che parte da lontano, Sinfonia di corpi in movimento, Condividere valori – e propone al visitatore una panoramica completa sul linguaggio multiforme dell’artista calabrese: dal disegno classico a matita e carboncino fino alle sperimentazioni più materiche, con materiali plastici e metacrilato. Tra le opere più monumentali spicca Lo Sport, una grande installazione composta da 99 tele affiancate a formare una parete-arazzo che celebra le discipline sportive più amate.

Chirico e la biografia per immagini

Il percorso espositivo è anche un’autobiografia per immagini. Dai raffinati disegni a matita e carboncino che richiamano la lezione classica, fino alle sagome in metacrilato dalle cromie accese, Chirico ripercorre decenni di ricerca visiva. Ogni opera sembra restituire un frammento della sua storia: la disciplina sportiva, la voglia di osare, la costante tensione alla sperimentazione. Non manca un omaggio all’iconografia antica, con i celebri Tuffatori ispirati al sarcofago di Paestum, simbolo della sfida e del coraggio di lanciarsi oltre il limite.

Al centro della mostra c’è il tema della condivisione. Accanto alla ricerca artistica di Chirico trova spazio il lavoro del giovane artista Michele Anselmo, in rappresentanza dell’APS Ultrablu, realtà che valorizza la neurodivergenza come risorsa creativa. Una grande tela bianca, lasciata volutamente incompiuta, verrà invece completata dal maestro insieme al pubblico, trasformando l’atto pittorico in esperienza collettiva.

La mostra non vive isolata, ma dialoga con il luogo che la ospita. L’Auditorium Parco della Musica sorge nell’area del Villaggio Olimpico, a pochi passi dalle architetture di Pierluigi Nervi e dai simboli delle Olimpiadi di Roma del 1960. Un contesto che amplifica il legame tra arte e sport, restituendo al visitatore la sensazione di un filo continuo tra passato e presente. “Opere che srotolano il filo della sua vita – scrive la curatrice – raccontano un percorso di anni, dall’utilizzo della matita e del carboncino nei quattro bellissimi disegni che omaggiano l’arte classica, fino alle coraggiose incursioni nell’uso di materiali plastici, quali il metacrilato, nelle sagome colorate dalle vivide cromie”.

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