Furla Series 2025, il corpo e lo spazio nella ricerca di Sara Enrico

Il giardino di Villa Reale ospita un dialogo tra corpo, materia e paesaggio nella nuova mostra promossa da Fondazione Furla e GAM di Milano

Per la settima edizione del programma Furla Series, Fondazione Furla e GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano annunciano Under the Sun, Beyond the Skin, una mostra personale dell’artista Sara Enrico, a cura di Bruna Roccasalva. Un progetto site-specific che segna una novità assoluta nella collaborazione tra le due istituzioni: per la prima volta, infatti, l’intera esposizione si sviluppa all’aperto, nel suggestivo giardino di Villa Reale, creando nuove modalità di interazione tra arte contemporanea, paesaggio naturale e spazio pubblico.

Il progetto si configura come un’esperienza immersiva e radicalmente site-specific. Non più sale espositive ma natura, non pareti neutre ma alberi, sentieri, prato, cielo. Sara Enrico interviene direttamente nel paesaggio, creando un nuovo orizzonte percettivo in cui l’opera d’arte non si nasconde, ma si confronta apertamente con l’ambiente che la ospita. Lungi dal cercare il mimetismo, le sculture di Enrico attivano una tensione sottile ma intensa tra artificiale e organico, tra la vitalità naturale del giardino e una vitalità “sintetica” che le sue opere evocano.

Le opere, tutte nuove produzioni pensate appositamente per questo contesto, abitano lo spazio con una presenza ambigua: sono corpi o strutture? Frammenti di architettura o abiti smembrati? Resti industriali o nuove forme viventi? La loro ambiguità è generativa, poiché apre il campo a una riflessione sul rapporto tra materia, pelle, superficie e interiorità.

Il giardino come palcoscenico della contemporaneità

Il giardino della Villa Reale, con il suo impianto ottocentesco, rappresenta un contesto particolarmente suggestivo per una riflessione sull’artificio nella natura. Pensato originariamente come spazio di piacere, contemplazione e rappresentazione sociale, il giardino è anche un luogo di costruzione culturale: un paesaggio progettato, dove la natura è modellata secondo canoni estetici e ideologici. In questo senso, Under the Sun, Beyond the Skin si inserisce come paesaggio nel paesaggio, rivelando le stratificazioni storiche, simboliche e sensoriali dello spazio.

L’artista non altera il giardino, ma lo attiva. Le sue opere creano una drammaturgia silenziosa, una narrazione visiva che si svela al passo del visitatore, generando connessioni impreviste tra la materia inerte e la vitalità vegetale, tra il gesto artistico e l’elemento spontaneo. Il giardino diventa così una scena in cui il tempo dell’arte si intreccia con il tempo della natura, in una danza di mutamenti lenti, stagionali, corporei.

Articoli correlati