Lovett/Codagnone, al PAC l’arte del desiderio e della disobbedienza

La prima grande retrospettiva italiana dedicata al duo italo‑americano trasforma l'amore in resistenza politica e sovversione simbolica

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ospita fino al 14 settembre 2025 la prima grande antologica italiana, I Only Want You To Love Me, dedicata a Lovett/Codagnone, il duo formato da John Lovett e Alessandro Codagnone attivo fino al 2019 e divenuto noto per una ricerca che esplora le dinamiche di potere, le relazioni e l’identità, spesso attraverso opere che mescolano fotografia, video, installazioni e performance. La loro poetica esplora i meccanismi di normalizzazione che reprimono le subculture, il dissenso e l’affermazione del soggettivo, attraverso un linguaggio influenzato da cinema radicale, letteratura, teatro fino alla musica punk.

Lovett/Codagone, la ricerca artistica come diserzione affettiva

L’esposizione al PAC, promossa dal Comune di Milano e realizzata in collaborazione con Participant Inc di New York, è curata da Diego Sileo. In mostra sono esposti alcuni dei primi lavori fotografici e video, insieme a installazioni scultoree più recenti, billboard urbani, e una nuova opera al neon, creata appositamente per questa occasione: una sintesi del loro linguaggio visivo e concettuale. Nel lavoro del duo, l’amore è molto più di un sentimento: è un gesto politico, un meccanismo che mette in discussione ruoli e gerarchie, che disinnesca le strutture del dominio e che celebra la fragilità come forza. Il potere, di contro, viene osservato e decostruito nei suoi dispositivi quotidiani: nei corpi, nei linguaggi, nei codici sociali.

Il loro approccio si ispira a figure radicali della letteratura, del cinema e del teatro – da Rainer Werner Fassbinder a Antonin Artaud, da Hakim Bey alla musica punk e post-industrial – in un continuo dialogo con le sottoculture e i margini della società. Nel 2008 Lovett e Codagnone hanno fondato anche il progetto musicale CANDIDATE, insieme a Michele Pauli, storico membro dei Casino Royale. Questo progetto ha amplificato il carattere sonoro e performativo della loro ricerca, portandolo oltre lo spazio istituzionale dell’arte, nella sfera dell’esperienza condivisa e della militanza culturale. Dedicata inoltre alla memoria di Alessandro Codagnone, scomparso nel 2019, il progetto non è solo un tributo, ma un atto necessario di riconoscimento e trasmissione, occasione per riscoprire un percorso artistico che ha influenzato profondamente la scena contemporanea, lasciando un’eredità vivissima fatta di immagini, suoni, corpi e pensiero critico.

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