Dopo il successo di Challengers e Queer, il sodalizio tra Luca Guadagnino e J.W. Anderson si rinnova. Lo stilista nordirlandese, attualmente alla guida delle collezioni Dior Homme e creatore del marchio che porta il suo nome, firmerà i costumi di Artificial, il nuovo progetto cinematografico del regista italiano. Il film, una commedia drammatica ambientata nel cuore della Silicon Valley, racconterà le turbolenze interne a OpenAI culminate, nel novembre 2023, con il licenziamento e il successivo reintegro del CEO Sam Altman.

Un film sui retroscena di OpenAI
Ad annunciare la collaborazione è stato lo stesso Anderson con un post sui social, nel quale ha anche svelato parte del cast: Cooper Koch, già nominato ai Golden Globe per il ruolo di Erik Menendez nella serie Monsters: The Lyle & Erik Menendez Story, si unirà a Yura Borisov (apprezzato in Anora) e ad Andrew Garfield, protagonista nei panni di Altman. Borisov interpreterà Ilya Sutskever, il dirigente che orchestrò l’allontanamento di Altman, mentre Monica Barbaro – recentemente vista nel ruolo di Joan Baez in A Complete Unknown – sarà Mira Murati, la direttrice tecnica chiamata a gestire l’azienda nel momento di maggiore crisi. Prodotto da Amazon MGM Studios, Artificial è considerato una priorità assoluta per lo studio e inizierà le riprese quest’estate tra San Francisco e alcune location italiane.
Anderson e Guadagnino, un sodalizio stabile
Per Anderson si tratta della terza collaborazione sul set con Guadagnino. In Challengers, uscito nel 2024, ha firmato l’iconica t-shirt “I Told Ya”, indossata da Zendaya e Josh O’Connor, divenuta un vero oggetto di culto venduto da Loewe, allora ancora sotto la direzione creativa dello stilista. In Queer, invece, ha dato nuova vita allo stile anni Cinquanta, contribuendo all’immagine magnetica di Drew Starkey, protagonista del film tratto dal romanzo di William S. Burroughs.

Il legame tra i due creativi va anche oltre il cinema. Recentemente, Guadagnino è stato visto all’esterno di una sfilata Dior mentre dialogava con ospiti e li riprendeva con una troupe, forse per un nuovo progetto non ancora annunciato. E, a parti invertite, il regista è apparso come testimonial nella più recente campagna di rebranding del marchio JW Anderson. Un incrocio continuo tra moda e cinema, tra estetica e narrazione, che promette di dare a Artificial non solo una forte carica drammatica, ma anche un’impronta visiva riconoscibile e d’autore.


