Joana Vasconcelos a Madrid in un dialogo con Velázquez, Goya e Tiziano

Crochet, sculture monumentali e ironia pop: l’artista portoghese invade Palazzo di Lira a Madrid

C’è tempo fino al 31 luglio 2025 per visitare le incursioni di Joana Vasconcelos negli spazi del Palazzo di Lira, uno dei più importanti esempi di architettura neoclassica di Madrid. Nella mostra intitolata Flamboyant. Joana Vasconcelos at the Liria Palace, l’artista portoghese famosa per le sue sculture oversize, ironiche e cariche di riferimenti culturali dialoga così con affreschi, arredi storici e capolavori di maestri come Velázquez, Goya e Tiziano.

A rendere questa esposizione ancora più speciale è il fatto che per la prima volta Vasconcelos espone le sue opere in un palazzo ancora vissuto: il Liria è infatti la residenza della storica Casa d’Alba, che con questa iniziativa celebra il 50° anniversario della sua fondazione. «Non si tratta solo di inserire opere d’arte in un contesto storico – spiega l’artista – ma di generare un vero dialogo tra l’energia del presente e l’eredità del passato. Il palazzo è vivo, cambia, si adatta. E la mia arte vuole accompagnarlo in questo movimento».

Opere iconiche tra stanze private e giardini nascosti

Tra le installazioni più suggestive spiccano Vigoroso e Poderoso (2006–2024), due giganteschi leoni di cemento rivestiti all’uncinetto, che fanno da sentinelle all’ingresso. All’interno, nella cappella – aperta per la prima volta al pubblico – trova spazio Flaming Heart (2019–2022), un’opera intensa che rilegge il simbolismo sacro in chiave pop-contemporanea. Non mancano incursioni che intrecciano arte e letteratura: nella biblioteca, ad esempio, il grande lampadario Carmen (2001), fatto di ferro e velluto nero, si confronta con una lettera originale di Prosper Mérimée, autore del celebre romanzo da cui l’opera prende il nome.

Goya, Velázquez e l’arte che guarda avanti

Vasconcelos non si limita a decorare gli spazi, ma li sfida apertamente: molte delle sue creazioni si confrontano con i dipinti di Velázquez e Goya, storici protagonisti della collezione del palazzo. «La mia arte cerca di rispondere alle loro opere – racconta – non per competere, ma per ampliare le narrazioni che ci hanno lasciato». E il percorso non finisce nelle sale interne: per l’occasione vengono aperti anche i giardini, dove è possibile ammirare La Théière (2025), una monumentale teiera realizzata in ferro battuto e decorata con piante ornamentali, immersa nel profumo dei gelsomini.

Flamboyant non è solo una mostra, ma una dichiarazione d’intenti: l’arte contemporanea può vivere nei luoghi della memoria, arricchendoli e reinventandoli senza cancellarli. «Spero che questo progetto dimostri quanto sia importante mantenere viva la conversazione tra ciò che è stato e ciò che sta diventando», conclude Vasconcelos.

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