Parabita (Lecce) scende nelle viscere del territorio e risale come un eco culturale, con un viaggio nel sottosuolo che riemerge in superficie come stimolo creativo. Questo è lo spirito di Ipogea, nuovo capitolo del progetto Parabita per il contemporaneo, voluto dal sindaco Stefano Prete. Dopo il successo di Votiva, che aveva trasformato le edicole votive locali in opere d’arte permanenti, l’attenzione si sposta ora sottoterra. Il primo intervento di questa nuova fase è stato inaugurato il 18 luglio e porta la firma di Francesco Arena, artista pugliese originario di Torre Santa Susanna.
L’opera, curata da Carmelo Cipriani con la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, si trova sulla scalinata di piazza della Vittoria, proprio sopra il più esteso frantoio ipogeo di Parabita. Si tratta di un’antica struttura scavata nel tufo, un tempo destinata alla produzione dell’olio, che oggi si trasforma in luogo simbolico di passaggio tra epoche.


Una soglia tra storia ed introspezione
La scultura consiste in due elementi verticali in pietra leccese, probabilmente recuperati da vasche di decantazione, che ora si ergono come portali tra heritage e visione contemporanea. L’interazione con questi volumi invita lo spettatore a volgere lo sguardo verso l’interno, in un percorso che è al tempo stesso materiale e interiore. Arena afferma «Il dato è luogo selvaggio… peso, distanza, superficie o frase informano l’opera e ne determinano la forma… io decido se sceglierlo o meno». Così, La Grotta non è solo una scultura, ma un’esperienza meditativa che incita a un contatto profondo con lo spazio circostante e con se stessi.


Un motore di rigenerazione
Secondo il sindaco Prete, il progetto vuole restituire a Parabita un ruolo di riferimento non solo a livello regionale, ma nel panorama artistico nazionale. «L’arte – ha dichiarato – è uno strumento potente per riattivare la comunità. Stimola emozioni, restituisce spessore al pensiero e crea connessioni tra generazioni, persone e luoghi».
Alla serata inaugurale ha partecipato anche Loredana Capone, presidente del Consiglio Regionale della Puglia. Durante l’evento è stato presentato il catalogo Votiva (edito da Cura Books) e lanciata ufficialmente l’app “Parabita per il contemporaneo”, con audioguide in italiano e inglese narrate dalle voci di Michele Placido e Francesco Pannofino. La serata ha proposto poi, a partire dalle 19, un dialogo aperto tra artista e curatori, seguito alle 20 da visite guidate sia all’opera di Arena che alle edicole di Votiva, con partenza da piazza Umberto I.
Parabita, un richiamo alle origini
Nei prossimi mesi, altri artisti (italiani e internazionali) saranno invitati a confrontarsi con gli spazi sotterranei di Parabita in un progetto che intende trasformare la città in un laboratorio, dove la stratificazione storica si mescola con la ricerca contemporanea.
Il sottosuolo di Parabita custodisce testimonianze millenarie, come la celebre Grotta delle Veneri, nota per le statuette paleolitiche rinvenute nell’area. Il legame ideale tra queste antichissime figure e La Grotta di Arena suggerisce una relazione tra archeologia e arte contemporanea, quindi fra storia, passato e una visione ed interpretazione moderna. Parabita diventa così non solo una tappa culturale, ma un luogo di riscoperta.



