Corpi, territori, trasformazioni. Lulù Nuti si racconta in un libro

La Fondazione D’ARC presenta la sua prima pubblicazione: LULÙ NUTI. Corpi. Bodies, progetto editoriale a cura di Giuliana Benassi

Un corpo è materia, ma è anche narrazione. Con LULÙ NUTI. Corpi. Bodies, la Fondazione D’ARC inaugura la sua attività editoriale con un libro che si propone non solo come catalogo, ma come strumento critico e poetico per entrare in profondità nell’universo plastico, concettuale e sperimentale dell’artista romana Lulù Nuti. Curato da Giuliana Benassi e pubblicato da Silvana Editoriale, il volume accompagna e arricchisce la mostra Tre corpi, personale dell’artista in corso alla Fondazione D’ARC fino al 30 luglio 2025. L’evento di presentazione moderato dalla curatrice, si terrà giovedì 17 luglio alle ore 19.00 negli spazi esterni della Fondazione, alla presenza dell’artista, del direttore editoriale Sergio Di Stefano, del curatore Ludovico Pratesi e dei presidenti Clara e Giovanni Floridi. Questa prima pubblicazione si inserisce pienamente nella missione della Fondazione D’ARC: sostenere la ricerca degli artisti emergenti e mid-career, offrendo loro spazi, risorse e strumenti per sviluppare e diffondere il proprio lavoro.

Un libro che delinea un percorso

Il volume, il primo interamente dedicato al lavoro di Nuti, raccoglie saggi e contributi di Azad Asifovich, Giuliana Benassi, Gaia Bobò, Giordano Boetti, Ludovico Pratesi e Saverio Verini, e offre un apparato iconografico ricchissimo che accompagna il lettore in un viaggio visivo e concettuale all’interno dell’immaginario dell’artista. I diversi capitoli affrontano i temi chiave della sua ricerca: corpo, spazio, materia, presenza e assenza. Le opere dell’artista, spesso caratterizzate da un dialogo con l’architettura e il paesaggio urbano o naturale, si configurano come testimonianze fisiche e poetiche di un’indagine sul tempo e sullo spazio vissuto.

Uno dei focus del libro è dedicato a I Fruitori, installazione site-specific presentata nella mostra Tre corpi, sviluppata nell’ambito del bando Lazio Contemporaneo 2022. Quest’opera rappresenta una svolta nella produzione dell’artista per il suo carattere di co-creazione tra umano e non umano: realizzata sull’Isola Tiberina, ha coinvolto attivamente la fauna locale in un processo che unisce gesto artistico, sperimentazione materiale e relazione con l’ecosistema. L’opera riflette una delle tendenze più significative dell’arte contemporanea recente, ovvero il superamento della centralità antropocentrica per abbracciare un approccio ecologico e relazionale.

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