Al MAXXI il mare è specchio e narrazione del mondo

Un’esposizione immersiva e multidisciplinare racconta il Mediterraneo come culla di civiltà e teatro di crisi, tra arte, scienza e archeologia

Un mare che divide e unisce, madre e frontiera, culla di civiltà ma anche teatro di crisi globali. Il Mediterraneo è il protagonista assoluto di Mediterranea, la nuova mostra al MAXXI di Roma, un’esposizione che si presenta come un racconto corale, profondo e multidisciplinare, capace di tenere insieme il fascino millenario di questo spazio geografico con le urgenze politiche, sociali e ambientali del presente. Il progetto espositivo invita il pubblico a ripensare, fino al 29 settembre, al “Mare Nostrum” attraverso una pluralità di sguardi, tempi e linguaggi. La curatela costruisce così un percorso che fonde arte contemporanea, scienza, archeologia e cartografia, in un allestimento che stimola i sensi ma soprattutto la riflessione.

In Mediterranea, il mare diventa una lente attraverso cui osservare il mondo. L’esposizione restituisce un’immagine caleidoscopica: dalle rotte delle navi antiche ai flussi migratori contemporanei, dai miti classici alle tensioni geopolitiche odierne. È una mostra che parla di confini, di colonizzazioni, di scambi, ma anche di naufragi, sfruttamenti e cambiamenti climatici. In questa narrazione, il Mediterraneo assume il volto dell’ambivalenza: luogo di incontro e di perdita, di conoscenza e di conflitto.

Un allestimento immersivo tra visioni artistiche e dati scientifici

Il cuore pulsante della mostra è un sistema immersivo che mescola immagini satellitari, suoni, dati ambientali e opere d’arte. Le tecnologie di osservazione della Terra, in particolare le spettacolari mappe satellitari fornite da ESA e altre istituzioni di ricerca, rivelano il Mediterraneo dall’alto, come un corpo vivo che muta e si consuma. Variazioni del livello del mare, consumo di suolo costiero, erosione e inquinamento diventano parte della narrazione visiva, restituendo una geografia fragile e in continuo cambiamento.

Questa materia scientifica dialoga con le opere di artisti come Camilla Gurgone, Felice Levini e Giulio Paolini, i cui lavori offrono chiavi di lettura poetiche, metafisiche o concettuali sul tema dell’identità mediterranea. Non si tratta solo di estetica: le opere pongono domande sulla memoria, sul rapporto tra l’uomo e la natura, sulla stratificazione delle culture.

In mostra anche lavori di Nicolò Degiorgis e Luca Trevisani della Collezione MAXXI, che aggiungono nuove prospettive al discorso. Le loro opere sono affiancate da importanti prestiti di reperti e materiali d’archivio provenienti da istituzioni prestigiose: il Museo delle Civiltà, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Museo Nazionale Romano, la Società Geografica Italiana e la Regione Siciliana Soprintendenza del Mare. Questi prestiti ancorano la mostra a un tempo lungo, storico, che attraversa millenni di migrazioni, commerci e contaminazioni.

Immagini: Mediterranea. Visioni di un mare antico e complesso. © Cosimo Trimboli / Lucky’s Production, courtesy Fondazione MAXXI

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