Il MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera ospita la mostra Dadamaino. Segni, grafie, spazi su una delle voci più autorevoli della critica d’arte italiana. Acura di Flaminio Gualdoni, l’esposizione si svolge negli spazi affascinanti di Palazzo Pomarici, nel cuore dei Sassi di Matera, e rappresenta un’importante rilettura del lavoro di Edoarda Emilia Maino, figura cardine dell’avanguardia italiana e internazionale del secondo ‘900.

Ad essere riunite, un corpus significativo di opere realizzate tra il 1975 e il 1996, provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, e include anche una scoperta inedita: tre lavori in ceramica realizzati proprio nella città della Basilicata nel 1975 presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda, ritrovati di recente e presentati qui per la prima volta.
Un percorso tra segni e pensiero e un legame radicato con Matera
Il percorso espositivo si articola attorno a quattro nuclei principali della produzione di Dadamaino: Inconscio razionale (1978); I fatti della vita (1978-1982); Costellazioni (1981-1987); Il movimento delle cose (1987-1996). Questi cicli mostrano l’evoluzione del linguaggio dell’artista, che passa dalla scrittura automatica a una riflessione sempre più profonda sul senso del segno, fino a una grafia che si fa cosmica, rarefatta, quasi spirituale. Come spiega Gualdoni, la ricerca di Dadamaino si muove verso una “purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso”.

Il progetto espositivo ha anche un forte significato territoriale. La presenza di Dadamaino a Matera nel 1975 non fu casuale: l’artista partecipò attivamente a una stagione di impegno culturale che culminò, nel 1978, nella fondazione del Fronte dell’Arte per la salvaguardia dei Sassi. A promuovere quell’iniziativa fu Pietro Consagra, autore della celebre Lettera ai Materani. Tra i firmatari, insieme a Consagra, nomi come Dadamaino, Bonalumi, Castellani, Dorazio, Rotella, Turcato, e altri protagonisti dell’avanguardia italiana.


