Bari ha un nuovo simbolo ed è tutto contemporaneo. A realizzarlo è stato Edoardo Tresoldi (Cambiago, 1987), l’artista invitato dal Segretariato Regionale per la Puglia a produrre un’imponente installazione ambientale da collocare nell’area archeologica di San Pietro, nel cuore di Bari vecchia. Diversi i protagonisti del progetto di rigenerazione urbana pugliese, come l’architetto Maria Piccarreta, segretario regionale del MiC Puglia, Angelo Piero Cappello, direttore generale per la Creatività contemporanea del Ministero della Cultura e il Sindaco di Bari, Vito Leccese, che il 3 luglio 2025 saranno presenti all’inaugurazione dell’opera.
Edoardo Tresoldi tra arte contemporanea e archeologia
L’intervento di Edoardo Tresoldi a Bari si configura come un atto di rigenerazione poetica e culturale: una scultura-architettura che si fa ponte tra archeologia e arte contemporanea, trasformando l’area di San Pietro, nel cuore della città vecchia, in un luogo di nuova esperienza collettiva. L’opera, che rappresenta la punta di diamante di un articolato processo di valorizzazione, si inserisce nel lungo percorso di studi e scavi promosso dal Ministero della Cultura, avviato agli inizi del Novecento e culminato, solo recentemente, con il completamento delle indagini stratigrafiche.

«Gli artisti nei secoli – ha spiegato l’architetta Maria Piccarreta – hanno dato anima ai luoghi in cui viviamo, e Tresoldi ci aiuterà ad avvicinarci all’area di San Pietro in modo diverso, rendendola viva ed emozionale». L’installazione, che raggiungerà i 30 metri d’altezza, è il frutto di un lavoro profondamente immersivo: l’artista ha studiato con cura ogni dato archeologico disponibile, ma soprattutto ha scelto di vivere la città, raccogliendo storie, leggende, testimonianze orali e suggestioni che abitano l’immaginario collettivo barese. Un’indagine che si è trasformata in gesto artistico, nella volontà di ricostruire non solo la forma, ma anche la memoria affettiva del luogo.
Un dispositivo di ascolto del tempo
«L’archeologia – ha dichiarato Tresoldi – è fatta di materia, di cose fisiche, in un rapporto molto profondo con la dimensione astratta e spirituale degli oggetti che riscopre». E ha aggiunto: «Il principale obiettivo dell’arte contemporanea è quello di restare nella dimensione del presente per riflettere su quello che siamo oggi, lontani da atteggiamenti nostalgici per un passato che non c’è più e un futuro che ancora non ci appartiene». Un processo che l’artista ha già messo in atto altrove, come nel caso della sua ricostruzione della Basilica paleocristiana di Santa Maria Maggiore a Siponto, in provincia di Manfredonia, creata nel 2016 con l’impiego di una complessa trama di rete metallica.
Il sito, noto un tempo come San Pietro delle Fosse, custodisce una memoria millenaria: dalle origini nell’Età del Bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca contemporanea, passando per l’insediamento medievale costituito dalla chiesa romanica del XII secolo e dal convento francescano costruito nel Quattrocento. L’area ha attraversato continue trasformazioni: ampliata nel Seicento, trasformata poi in edificio civile, divenne ospedale consorziale, fino alla demolizione del complesso nel 1969, seguita dalla riscoperta archeologica negli anni Ottanta. Un luogo denso di significati, che oggi si prepara a riemergere nella coscienza urbana dei baresi grazie alla leggerezza strutturale e alla forza evocativa del linguaggio di Tresoldi.
In questa visione, la sua installazione si propone come un dispositivo di ascolto del tempo, un’opera sospesa tra storia e contemporaneità, destinata non solo a valorizzare un’area troppo a lungo dimenticata, ma a restituirla alla comunità in una forma nuova, viva, emozionale.



