Dal 24 giugno al 21 settembre 2025 la Galleria dell’Accademia di Firenze ospita la mostra Luce energia infinito di Wang Yancheng, artista franco-cinese di fama internazionale. Allestita nelle sale del museo oggi diretto da Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura, l’esposizione è parte delle celebrazioni per i 550 anni dalla nascita di Michelangelo (1475-2025) ed è a cura di Gabriele Simongini. Ma non solo, perché la fascinazione della Cina per l’arte visiva italiana arriva anche negli spazi nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Alla GNAMC un’altra rassegna curata sempre da Simongini espone infatti le opere di 31 artisti cinesi, legati a vario modo all’Accademia di Belle Arti di Shangai, ponendoli in un dialogo con i lavori di grandi artisti italiani del XX secolo custoditi nel museo romano come Balla, Modigliani, Carrà, de Chirico, Boccioni, Morandi, Burri, Fontana, Kounellis, Schifano. A loro si aggiungono le opere di alcuni artisti affermatissimi come Cattelan e Stingel, Beecroft o emergenti, come Daniela De Lorenzo, Alessandro Piangiamore, Emanuele Becheri, Davide Rivalta. In arrivo alla GNAMC dal 15 luglio al 21 settembre 2025, l’esposizione si intitola East and West e celebra il 55esimo anniversario dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.

Alla GNAMC la fascinazione della Cina per il Novecento italiano
«Sono due mostre caratterizzate dalla grande ammirazione che famosi artisti cinesi contemporanei, e tutta la cultura cinese, nutrono verso l’arte italiana. E non solo verso l’arte rinascimentale, fascinazione ovviamente più scontata, ma anche verso artisti e opere più recenti italiani, troppo spesso sottovalutati da noi stessi». Queste le parole che il curatore delle due mostre ha rilasciato all’ANSA. In particolare, aggiunge Simongini, che arriva dal successo della mostra sul Futurismo allestita fino al 27 aprile 2025 alla GNAMC diretta da Renata Cristina Mazzantini, nel museo romano «facciamo vedere come anche il Novecento italiano, contrariamento a quanto si può pensare, riscuota un grande successo ed ammirazione in Cina. Per questo abbiamo messo in dialogo 31 artisti cinesi che si sono formati a Shangai con alcuni artisti italiani particolarmente studiati in Cina».
Yancheng: «L’arte è un ponte verso dimensioni superiori»
Prima in arrivo, la rassegna fiorentina riunisce 18 dipinti realizzati tra il 2018 e il 2025, tre dei quali eseguiti appositamente per l’occasione espositiva. L’arte di Wang Yancheng, come scrive Simongini, esprime “un campo vibrante in cui si imprimono le tracce della vita interiore dell’artista che cercano di connettersi direttamente con il pulsare dell’universo e dell’esistenza cosmica, con quel mistero che il mondo stesso è”. Un’esperienza visiva immersiva e coinvolgente, frutto di una sintesi profonda tra Oriente e Occidente, tra gesto e meditazione, materia e spirito.


Secondo Wang Yancheng, «Michelangelo ci insegna che l’arte non è solo rappresentazione, ma è un ponte verso dimensioni superiori, dove l’energia e lo spirito si fondono in un’unica, eterna manifestazione. Le sue opere continuano a ispirare, ricordandoci che l’arte è un atto di connessione con l’universo e con l’infinito». Da questo incontro ideale nasce una pittura assoluta, in cui la forma rimane aperta e in continua evoluzione, come nei Prigioni di Michelangelo, che l’artista descrive come «momento di intensa rivelazione», capaci di trattenere e liberare al tempo stesso forma ed energia.
Il percorso alla Galleria dell’Accademia
Nella mostra, come spiega Simongini, «la struttura rettilinea delle sale espositive favorisce un dialogo serrato fra le opere, creando una sorta di immersione continua nella realtà spirituale di questa pittura, capace di emanare una energia calma e un’accoglienza vibrante». Una pittura in cui la lezione del paesaggio cinese e l’astrazione europea e americana si fondono in una riflessione sulla scienza, sulla meccanica quantistica e sul rapporto tra l’essere umano e l’universo.
«Ospitare alla Galleria dell’Accademia di Firenze la mostra personale di Wang Yancheng rappresenta per il museo una preziosa occasione di dialogo con il presente — afferma Massimo Osanna — un’opportunità per accogliere la contemporaneità e favorire un confronto vivo tra tradizione e ricerca artistica attuale, tra visioni nate in epoche e contesti differenti, ma accomunate da una medesima tensione verso l’invisibile, l’essenziale, l’universale». La mostra è accompagnata da un catalogo, pubblicato da Maretti Editore, con contributi di Massimo Osanna, Gabriele Simongini, Giorgio Agamben, Patrice Cotensin e Dong Qiang.


