Alla vigilia del suo novantanovesimo compleanno, Arnaldo Pomodoro si è spento nella sua casa di Milano, nella serata di domenica 22 giugno.
La conferma è arrivata dalla Fondazione a lui intitolata, guidata da Carlotta Montebello, che ha ricordato lo scultore come «una voce autorevole, lucida e visionaria dell’arte». Maestro di equilibrio tra forma esteriore e complessità interna, Pomodoro ha trasformato spazi pubblici in esperienze visive e poetiche, dialogando con l’architettura, la filosofia e la meccanica.



Celebre in tutto il mondo per le sue monumentali sfere dentro la sfera in bronzo, inserita in luoghi simbolici come il Vaticano, l’ONU a New York e altri centri culturali, e per le sue sculture geometriche in spazi pubblici, la sua straordinaria capacità di fondere levigate superfici esterne con intricati interni meccanici ha creato un linguaggio artistico riconosciuto a livello globale.
La Fondazione Arnaldo Pomodoro nasce nel 1995 dalla visione tracciata da lui stesso: «Ho concepito la mia Fondazione come un luogo attivo e vivo di elaborazione culturale, oltre che come centro di documentazione della mia opera, capace di fare proposte originali e non solo di conservare passivamente. Ma il meglio deve ancora venire: questo è stato solo un inizio e nelle mie intenzioni il progetto – rivolto ai giovani e al futuro – si deve radicare, fare della continuità un elemento ineludibile».
Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro
Tra gli ultimi progetti avviati, a marzo 2025 aveva riaperto il suo Labirinto, incastonato nei sotterranei dell’Headquarter milanese della Maison Fendi. Ispirato all’Epopea di Gilgamesh – primo grande poema allegorico della storia umana che risale al XIX secolo a.C. – il Labirinto è stato costruito da Pomodoro tra il 1995 e il 2011. Non è solamente una testimonianza della svolta intimista nella scultura postmoderna, ma anche un testamento della riflessione biografica e artistica di Pomodoro, la creazione una dimensione altra, lontana nel tempo e nella memoria, che parlasse un linguaggio dimenticato e misterioso come quello delle antiche civiltà arcaiche.



Chi era Arnaldo Pomodoro
Nato nel Montefeltro, formatosi come geometra e poi dedicatosi alla scultura, Pomodoro ha vissuto e operato prevalentemente a Milano dal 1954. Nel corso della sua lunga carriera, ha esposto in musei e piazze prestigiose in Europa, Stati Uniti, Giappone e Sud America. Tra i principali riconoscimenti, spiccano il Premio alla Scultura alla Biennale di San Paolo (1963), il premio alla Biennale di Venezia (1964), il Praemium Imperiale (1990), e il titolo di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.

Nel 1995 ha fondato a Milano la Fondazione Arnaldo Pomodoro, dedicata alla conservazione della sua opera e al sostegno dei giovani artisti. In un’intervista rilasciata per i suoi novant’anni aveva dichiarato: ««Sono soddisfatto di ciò che ho fatto, mi resta nel cuore non aver potuto realizzare il progetto del cimitero di Urbino nel 1973, semplice come quelli di campagna: si viene dalla terra e lì si ritorna».
La sua scomparsa rappresenta una perdita incolmabile per l’arte contemporanea. Maestro di equilibrio tra forma esteriore e complessità interna, ha trasformato spazi pubblici in esperienze visive e poetiche, dialogando con l’architettura, la filosofia e la meccanica.



