Firenze, ex Teatro dell’Oriuolo. È qui che si è aperto un portale verso un altro universo. Non è fantascienza, ma INTERGALACTIC, l’installazione immersiva curata da Bill Kouligas, artista sonoro e figura radicale dell’intersezione tra arti visive e musica sperimentale, presentata da IED e C2C Festival, in collaborazione con Mirror Digital Agency, in occasione di Pitti Immagine Uomo 108.



INTERGALACTIC non è solo un ambiente artistico, ma un organismo pulsante. Un’opera collettiva frutto della sinergia tra studenti IED provenienti da nove città europee – da Milano a Bilbao – e discipline differenti: dal fashion al sound design, dalla grafica tessile alla motion art. Il risultato è un’architettura sensoriale in continua trasformazione, dove ogni gesto, ogni movimento del pubblico genera suoni, luci, immagini. Un paesaggio interattivo che mescola tessuti, tecnologia e visione.



Al centro, un’installazione reattiva costruita con motion sensors, proiezioni generative e sound spatialization, in cui i performer – vestiti con abiti concepiti dagli studenti stessi – diventano parte dell’ambiente, in un dialogo tra corpo e spazio, tra umano e cosmico. L’immaginario è quello interstellare, ma le radici sono urbane: dalle sottoculture punk e hardcore alle mitologie speculative del design tessile, passando per esperienze immersive come quelle già viste in progetti firmati PAN Records o durante la recente Milano Design Week.



“È un sistema interconnesso dove suono, materia e tecnologia si influenzano reciprocamente”, spiega Kouligas, che qui agisce da catalizzatore di idee. E se il ruolo dell’educazione è anche quello di creare spazi per l’ignoto, come ricorda Benedetta Lenzi, Direttrice di IED Firenze, allora INTERGALACTIC è più che una mostra: è un laboratorio vivo, un esperimento di pensiero interdisciplinare. Il progetto rappresenta un esempio riuscito di collaborazione tra istituzioni educative, agenzie creative e realtà culturali d’avanguardia: una rete di intelligenze e visioni che ha reso possibile la nascita di un’opera aperta e radicalmente contemporanea.
All photos Andolcetti Studio Casati


