Grand Egyptian Museum, slitta all’autunno l’inaugurazione del più grande museo del mondo dedicato all’antico Egitto

Il Grand Egyptian Museum avrebbe dovuto aprire integralmente i propri spazi il 3 luglio, ma l'apertura è stata rinviata per il conflitto tra Israele e Iran

Era il 5 gennaio 2002 quando Hosni Mubarak, l’allora presidente egiziano, pose la prima pietra di quello che si prepara a essere il più grande museo al mondo dedicato all’antica civiltà del Nilo. E dopo oltre vent’anni, il 3 luglio 2025 il Grand Egyptian Museum (GEM) avrebbe dovuto rivelare interamente la sua collezione composta da oltre centomila reperti esposti su 500 mila metri quadri di superficie. Ma l’inaugurazione tanto attesa torna a essere rinviata, e la ragione è il conflitto tra Iran e Israele.

Il GEM rinvia l’apertura

“Alla luce degli attuali sviluppi regionali, è stato deciso di rinviare l’inaugurazione ufficiale del Grand Egyptian Museum”, si legge infatti in un comunicato del ministero del Turismo e delle Antichità. “Una nuova data […] sarà annunciata a tempo debito – prosegue la nota – dopo il coordinamento con tutte le autorità competenti per garantire l’organizzazione di un evento che rifletta l’importante ruolo dell’Egitto nel panorama culturale e turistico internazionale”.

L’Egitto non è coinvolto nel conflitto tra Iran e Israele, ma il museo ha deciso che non è il momento giusto per organizzare una celebrazione a cui saranno presenti molti capi di stato e personalità di rilevanza globale. “Questa decisione deriva anche dalla responsabilità nazionale dell’Egitto e dal suo impegno a presentare un evento globale davvero eccezionale in un’atmosfera degna della grandezza della civiltà egizia e del suo patrimonio unico, e in modo da garantire un’ampia partecipazione internazionale in linea con l’importanza dell’occasione”, si legge nella dichiarazione del Ministero.

In autunno l’apertura della Galleria di Tutankhamon

Negli spazi del nuovo museo approderà infatti anche il tesoro della tomba di Tutankhamon, a cui sarà dedicato un padiglione a parte una volta che avrà lasciato il vecchio Museo Egizio di Piazza Tahir. Quest’ultimo rimarrà comunque aperto, lasciando così fruibile al pubblico i suoi spazi storici e la sua collezione. Ma non solo, perché come sottolinea Tarek El Awadi, ex direttore del Museo Egizio del Cairo, la maschera di Tutankhamon potrebbe rimanere nella vecchia sede, «perché è tra gli oggetti che hanno un vincolo di legge e sono irremovibili».

«Nel nuovo museo re Tutankhamon avrà uno spazio enorme, degno della sua bellezza e del suo valore, un intero padiglione». Come spiega El Awadi, che è anche il curatore della grande mostra Tesori dei Faraoni che sarà a Roma alle Scuderie del Quirinale dal 24 ottobre 2025, sarà proprio la Galleria di Tutankhamon, progettata dallo studio tedesco Atelier Brückner, ad avere un ruolo centrale nel nuovo museo, che ha aperto in via sperimentale alcune sale a ottobre 2024. In autunno il GEM aprirà invece integralmente al pubblico.

Grand Egyptian Museum, il nuovo polo accanto alle Piramidi

Accoglie i visitatori con una grande statua di Ramses II il GEM, situato a pochi passi dalle Piramidi di Giza. Ospitando la più vasta collezione archeologica mai riunita in un unico spazio, attraversando tutte le epoche della civiltà egizia, dal Vecchio Regno al periodo greco-romano, il nuovo museo prevede alcune sale organizzate secondo un criterio cronologico e dinastico che approfondiscono i temi della società, della religione e del potere nell’antico Egitto. Il vero fulcro dell’inaugurazione definitiva sarà però rappresentato da due ambienti d’eccezione: la sala “Elite del Re”, che accoglie statue monumentali della famiglia reale e il colosso di Ramses II, e la Galleria di Tutankhamon, situata al secondo piano del museo.

Quest’ultima è considerata una delle operazioni museografiche più ambiziose degli ultimi decenni: per la prima volta, l’intero corredo funerario del giovane faraone verrà esposto al pubblico in una forma totale e immersiva. Su una superficie di 7.500 metri quadrati, distribuita in due ali monumentali, saranno presentati circa 5.600 manufatti, di cui oltre 3.000 mai visti prima. L’allestimento, progettato con un forte taglio narrativo e scenografico, guiderà i visitatori in un viaggio visivo e simbolico attraverso la vita, la morte e l’aldilà di Tutankhamon, culminando in una ricostruzione multimediale in scala reale della tomba scoperta nel 1922.

Con la sua struttura moderna progettata dal team di architetti guidato da Heneghan Peng Architects (Hparc), uno studio di architettura con sede a Dublino e a Berlino, il GEM presenta anche una vetrata con vista sulle Piramidi e sulla Sfinge, collegandosi idealmente con il sito. In costruzione anche un ponte che collegherà veramente le Piramidi al museo, entrambi vicini all’aeroporto di Giza e ad un nuovo polo alberghiero. Quanto all’inaugurazione ormai autunnale, dopo l’annullamento di quella del 3 luglio che era stata annunciata dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi il 27 gennaio 2025, sono previsti «eventi che si protrarranno per diversi giorni» a cui saranno invitati molti capi di Stato.