Nel cuore del Lower East Side di Manhattan sorgerà nel 2026 un innovativo centro per le arti, chiamato Canyon. Questo spazio di circa 3.700 metri quadrati sarà interamente dedicato a video, suono, performance e altre forme artistiche che si sviluppano nel tempo. L’iniziativa è nata grazie al sostegno del filantropo Robert Rosenkranz e sarà gestita da Joe Thompson, noto per aver fondato il Massachusetts Museum of Contemporary Art (Mass Moca).

Il progetto consiste nel recupero e riadattamento di un edificio commerciale attualmente inutilizzato, pensato per coniugare le funzioni di museo e teatro performativo. L’architettura è curata dallo studio New Affiliates e prevede 1.670 metri quadrati di gallerie attrezzate specificamente per mostre video e sonore, oltre a una piazza interna alta 18 metri che fungerà da punto di incontro centrale. A completare l’offerta ci sarà un auditorium con capienza per 300 persone, ideale per proiezioni, conferenze, registrazioni di podcast e altri eventi. Non mancheranno poi un bar, un caffè e un ristorante per arricchire l’esperienza dei visitatori.

L’organizzazione è senza scopo di lucro e nasce come un progetto di “venture philanthropy” promosso dalla Rosenkranz Foundation. Tra le iniziative più recenti della fondazione figura un’importante donazione a Stanford University per sostenere l’innovazione nel campo della salute attraverso professorships nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica e medicina).
Nel team di Canyon entreranno anche Cass Fino-Radin, esperta di conservazione e nuove tecnologie, come direttrice di arte e tecnologia, e Sam Ozer, curatore indipendente e fondatore di Tono, organizzazione no-profit dedicata alle arti temporali. Canyon punterà inoltre a collaborazioni stabili con realtà come Electronic Arts Intermix, Rhizome (affiliata al New Museum) e l’Archivio della Musica Contemporanea.
Robert Rosenkranz ha spiegato: «Credo che le istituzioni culturali debbano evolversi per rispondere alle esigenze intellettuali e sensoriali del pubblico moderno. Gli artisti che lavorano con i media temporali affrontano temi attuali come l’intelligenza artificiale, il riconoscimento facciale, l’ansia climatica e la memoria culturale. Non si tratta solo di un genere, ma di un’avanguardia espressiva».

Il calendario delle attività prevede tre stagioni espositive all’anno — primavera, estate e autunno — con mostre che spazieranno da sperimentazioni a grandi retrospettive. Tra gli eventi in programma c’è una vasta retrospettiva dedicata al compositore e artista giapponese Ryoji Ikeda, che occuperà l’intero spazio. Inoltre, è in fase di sviluppo una mostra collettiva di 35 artisti internazionali curata da Hans Ulrich Obrist, dal titolo Worldbuilding. Il programma performativo vedrà coinvolti artisti di rilievo come William Kentridge, Trooko e Laurie Anderson.


