L’ecologia del suono alla XIII edizione della Biennale Momentum

Con il titolo Between/Worlds: Resonant Ecologies, la Biennale nordica mette in dialogo ecologia, arte e suono con oltre 40 installazioni e performance di artisti internazionali

Dal 13 giugno al 12 ottobre 2025, la Norvegia ospita la tredicesima edizione di Momentum, la Biennale nordica d’arte contemporanea. Con il titolo Between/Worlds: Resonant Ecologies, l’appuntamento esplora il rapporto tra suono, arte ed ecologia attraverso un’estesa serie di installazioni, performance e progetti site-specific. Organizzata da Galleri F 15 nella città di Moss, sulle rive di un fiordo nella Norvegia meridionale, la rassegna si sviluppa in un dialogo diretto con il paesaggio con la curatela di Morten Søndergaard, studioso e artista danese esperto di sound art. L’evento riunisce opere di oltre quaranta artisti internazionali ponendo al centro l’ascolto come pratica percettiva, politica e ambientale.

Il suono come strumento per conoscere la realtà

Momentum si conferma tra le manifestazioni più significative della scena artistica scandinava. Dal 1998, anno della sua nascita, la biennale ha scelto di distinguersi per l’attenzione a nuovi formati espositivi e all’incontro tra pratiche artistiche e paesaggi nordici. Anche in questa tredicesima edizione, Galleri F 15 propone un format che unisce natura, tecnologia e percezione sensoriale.

Secondo il curatore Morten Søndergaard, «il suono, come strumento per conoscere la realtà, sfida la nostra sensibilità emotiva: ci mette in sintonia con mondi altrimenti nascosti, ci invita a sperimentare con l’invisibile e ci spinge a superare le narrazioni umano-centriche». L’edizione attuale propone una piattaforma esperienziale distribuita tra la città di Moss, il fiordo di Oslo, le foreste di Alby e l’isola di Jeløy, con il museo Galleri F 15 come nucleo centrale dell’evento. Qui il pubblico potrà avventurarsi tra installazioni sonore, passeggiate acustiche e ambientazioni multistrato in cui l’arte vibra in stretta connessione con l’ambiente.

Cinque zone per un’esperienza multisensoriale

La Biennale si articola in cinque aree tematiche che attraversano contesti naturali e spazi urbani: la “Zona della Foresta”, la “Zona d’Acqua”, la “Zona di Jeløy”, la “Zona Galleria” e la “Zona Urbana”. Ogni zona accoglie installazioni progettate per dialogare con specifici paesaggi sonori: dal battito nascosto delle foreste al silenzio risonante del fiordo, dalle vibrazioni urbane al mormorio naturale amplificato da dispositivi tecnologici.

Tra i numerosi progetti esposti figurano opere di artisti come Christian Boltanski, Carsten Nicolai, Douglas Gordon, Janet Cardiff & George Bures Miller, Christian Marclay, AGF (Antye Greie-Ripatti), Jacob Kirkegaard, HC Gilje, Louise Mackenzie, Mogens Jacobsen, Kalle Laar e Jana Winderen. Una delle installazioni più significative è quella della compositrice Natasha Barrett: Talking Trees: A Nature-Responsive Grove raccoglie il suono del vento e delle voci circostanti per generare una composizione acustica in tempo reale.

Nel bosco di Alby, la foresta si fa orchestra spontanea, con i suoni degli alberi, della pioggia e dei rami che diventano parte di una nuova geografia dell’ascolto. Ralf Baecker, con The Collapse of a Microcosm, unisce luci fotosensibili e piccoli altoparlanti per trasformare dati solari e interazioni in una memoria acustica del giorno. Boltanski è presente con il film Misterios (2017), che documenta trombe giganti attivate dal vento patagonico. Cardiff e Bures Miller espongono Forest (for a thousand years…), in cui i suoni naturali si mescolano a rumori di guerra, rendendo percepibili le stratificazioni del tempo.

Momentum: coesistenza tra arte, natura e tecnologia

L’idea centrale di Between/Worlds: Resonant Ecologies è quella dell’“ascolto impreparato”, un invito a percepire ciò che sfugge alla soglia della consapevolezza sensoriale. Come spiega Søndergaard, «ci invita a sperimentare il non visto e ci spinge oltre le narrazioni antropocentriche». L’obiettivo è attivare una nuova coscienza ambientale e percettiva attraverso installazioni che non si limitano a rappresentare, ma che richiedono partecipazione, attenzione e apertura.

Il programma comprende concerti, workshop e performance diffusi tra aree naturali e spazi museali, trasformando l’intera area di Moss in una rete dinamica di esplorazione artistica. Le sonorità dei fiordi, delle foreste e degli ecosistemi subacquei diventano elementi attivi dell’esperienza. La tredicesima edizione di Momentum non si limita a proporre opere, ma apre percorsi, stimola immaginazione e suggerisce nuove modalità di coesistenza tra arte, natura e tecnologia.

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