Smarrita per oltre un secolo, una rara scultura di Auguste Rodin, tra i padri della scultura moderna, è stata riscoperta e venduta all’asta il 10 giugno 2025. A riscoprirla per caso è stato al banditore francese Aymeric Rouillac: chiamato da un collezionista di Berry in occasione di una visita conoscitiva, Rouillac rimase colpito da ciò che si trovava sopra il pianoforte del cliente: si trattava di una scultura di piccole dimensioni del modernista francese raffigurante una donna che si abbraccia le ginocchia e si tiene un piede. Era La Disperazione.

L’asta da 1,1 milioni di euro
«La schiena, i muscoli, sono perfetti», dichiara Rouillac alla CNN. «Si percepisce ogni vertebra della colonna vertebrale.». In seguito ad una sua prima analisi, quest’ultimo ha affidato la scultura al Comité Rodin, responsabile della certificazione e dell’archiviazione ufficiale delle opere dell’artista. La casa d’aste, fondata nel 1983 e con sede a Parigi, Vendôme, Tours e Rouillac, ha impiegato venti minuti durante l’asta “Garden Party” presso il Château de Villandry per trovare un nuovo proprietario al busto marmoreo.

Fra i vari collezionisti provenienti da Cina, Svizzera e Stati Uniti che si sono contesi il lotto in un’accesa competizione, un giovane banchiere americano è riuscito ad aggiudicarsi l’opera per 1,1 milioni di euro (1,2 milioni di dollari). La sua acquisizione da parte di un finanziere nel 1906, seguita dalla vendita ad un banchiere nel 2025, ha ispirato il banditore in una nota ironica nel catalogo d’asta: “La disperazione ispira i banchieri.”
Da Falso a tesoro scoperto
L’opera, La Disperazione, fu modellata nel 1890 e successivamente scolpita tra il 1892 e il 1893. Secondo il Musée Rodin, l’opera potrebbe appartenere alla serie di figure per le Porte dell’Inferno. La scultura, che incarna un’intensa espressione di dolore, fu particolarmente apprezzata dalla critica. La famiglia dichiara di essere stata ignara fino a quel momento del valore dell’opera, alta 28,5 cm, creduta un falso per anni e di cui si erano perse le tracce per quasi 120 anni. Si ritiene che la scultura fosse stata messa all’asta per la prima volta nel 1906 e venduta per 4.100 franchi.



