La GAMeC di Bergamo torna a ospitare Il Biennale delle Orobie – Pensare come una montagna, un progetto che intreccia arte contemporanea, riflessione ambientale e coinvolgimento comunitario, all’interno del suggestivo scenario delle Alpi Orobie. In questo quarto ciclo di eventi, previsto tra giugno e settembre 2025, il programma si espande ulteriormente nel territorio, grazie alla partecipazione di artisti internazionali e a una rete sempre più capillare di relazioni locali.
Cattelan a Bergamo: arte pubblica e ciclicità della storia
Grande protagonista è Maurizio Cattelan con Seasons, un percorso espositivo che si articola in diversi luoghi simbolici di Bergamo, da Città Alta a Città Bassa. Le cinque opere in mostra, visibili dal 7 giugno al 26 ottobre 2025, interrogano la memoria collettiva, la fragilità del potere e il valore della caduta.


Tra queste, Bones mostra un’aquila imperiale abbattuta, scolpita in marmo e deposta al suolo come emblema di un’autorità sconfitta. Empire, un mattone racchiuso in una bottiglia, riflette sull’inazione politica e sulle rivoluzioni mancate. No rielabora l’immagine censurata di Hitler bambino, invitando a riflettere sull’ambiguità tra punizione e protezione. In November, un senzatetto giace su una panchina con grande realismo e vulnerabilità, portando nel cuore della città una riflessione sulla marginalità. Infine, One reinterpreta la statua di Garibaldi, dove un bambino mima una pistola sulle sue spalle, evocando domande sulla trasmissione di valori e sulle nuove forme di unità.


Corpi in movimento e materia viva: la danza industriale di Cecilia Bengolea
Nel Linificio di Villa d’Almè, la coreografa argentina Cecilia Bengolea ha presentato Spin and Break Free, una performance che nasce dall’osservazione dei gesti meccanici della lavorazione tessile e li trasforma in danza liberatoria. I movimenti ripetitivi si evolvono in improvvisazioni vitali, mentre i costumi – realizzati in fibre naturali – diventano sculture viventi che interagiscono con i corpi dei danzatori, evocando riti ancestrali e connessioni con la natura.
Julius von Bismarck e il paesaggio come incisione vivente
A Dossena, nelle antiche miniere della Val Brembana, l’artista tedesco Julius von Bismarck realizza Landscape Painting (Mine), un intervento pittorico che trasforma una parete rocciosa in una xilografia monumentale. Esposta dal 7 giugno al 14 settembre 2025, l’opera riflette sul modo in cui la pittura di paesaggio ha storicamente idealizzato la natura, e mette in discussione l’illusione di un ambiente “puro”, evidenziando la presenza umana come parte integrante – e spesso invasiva – del territorio.


Francesco Pedrini: un osservatorio celeste nato dalla comunità
Nel comune di Roncobello, Francesco Pedrini costruisce Magnitudo, un punto di osservazione celeste che celebra il legame tra terra e cielo. Anch’essa esposta fino al 14 settembre, l’opera si compone di tre installazioni in legno locale, tra cui una meridiana orizzontale completata mese dopo mese grazie al contributo dei cittadini. L’intervento riflette sui cicli naturali e sull’identità collettiva, in un’area segnata dal cambiamento climatico e dalla trasformazione forestale.
Un bivacco come opera d’arte: EX. e il nuovo Frattini
Nello Spazio Zero della GAMeC prende vita Mountain Forgets You, progetto di EX. che racconta il processo di progettazione del nuovo Bivacco Aldo Frattini in alta quota. Pensato come una “sede” simbolica della GAMeC, il bivacco rappresenta un punto d’incontro tra estetica, funzionalità e sostenibilità ambientale. La mostra include anche Thermocene, installazione audiovisiva firmata da Giorgio Ferrero, Rodolfo Mongitore e EX., che raccoglie onde radio e suoni impercettibili registrati in alta montagna, trasformandoli in una sinfonia ambientale che riflette sull’impatto invisibile dell’uomo nella natura.


Raccontare la montagna: magazine, radio e voci del territorio
Ad affiancare il programma espositivo, il magazine online di Pensare come una montagna continua a raccogliere storie e testimonianze delle comunità locali. In parallelo, riparte Radio GAMeC con una nuova stagione di podcast curata da Ilaria Gadenz, dal titolo Cara Montagna, che esplora il legame tra persone, paesaggi e memoria. Attraverso installazioni, performance, progetti partecipativi e narrazioni collettive, il Biennale delle Orobie si conferma un laboratorio culturale diffuso che invita a ripensare il rapporto tra arte, natura e società. Un progetto che riconnette l’esperienza estetica alla vita reale, alla storia e alla responsabilità condivisa verso il territorio che abitiamo.
info: gamec.it


