Dal 12 al 15 giugno 2025 ReA! Art Fair torna a Milano per la sua quinta edizione, confermandosi una delle piattaforme più dinamiche e indipendenti dedicate all’arte emergente. La manifestazione si svolge quest’anno in una nuova sede, OPOS, ex fabbrica nel distretto milanese di Certosa, luogo simbolico di rigenerazione urbana e sperimentazione culturale. A firmare la direzione curatoriale è Maria Myasnikova, cofondatrice del progetto e mente critica dietro la visione di ReA! che interpreta la fiera come un ecosistema di relazioni e una risposta ai tempi di frattura percettiva e instabilità politica.
Con l’intenzione dichiarata di andare oltre i formati fieristici tradizionali, ReA! 2025 presenta 50 artisti internazionali selezionati su oltre 500 candidature, con un forte accento su linguaggi sperimentali, pratiche interdisciplinari e nuove narrazioni. «ReA ha sempre dato spazio a nuove voci. Ma quest’anno offre qualcosa di più: (una richiesta) di sensibilità rinnovata. Non presentiamo semplicemente opere d’arte — mettiamo in scena un rifiuto, sottolinea Myasnikova – un rifiuto della passività, dell’omologazione culturale, della logica livellante dello spettacolo. La Fiera diventa uno spazio vivo di resistenza e reinvenzione, in cui il poetico si scontra con il politico e l’arte riconquista la propria capacità di interrompere, ridefinire e ri-incantare».

ReA!, un’edizione più compatta, ma più densa
La scelta di ridurre il numero di artisti partecipanti rispetto alle edizioni precedenti – erano 100 nel 2023 – è indice di un orientamento qualitativo. Tra i nomi in mostra: Kinga-Noémi Ács, Katya Ohii, Lorenzo Ramos, Yicai Pan, e Coco Brun, che esplorano temi legati all’identità, alla tecnologia, al corpo, alla memoria e all’ambiente, in formati che spaziano dal video alla performance, dalla pittura all’installazione sonora.
Focus internazionale: Medio Oriente e Nord Africa
Novità rilevante di questa edizione è la sezione speciale dedicata all’area MENA (Middle East and North Africa), curata da Sahar Behairy. Sei tra artisti e artiste – quattro in arrivo dalla British University in Cairo e due dalla scena emergente saudita – propongono opere che mettono in discussione narrazioni geopolitiche, colonialismi interni e immaginari diasporici. Un gesto curatoriale che amplia il respiro internazionale della fiera, ma anche la sua portata politica.
Più di una fiera: talk, residenze e publishing a ReA!
Lontana da una dimensione meramente commerciale, ReA! Art Fair si configura come uno spazio discorsivo, con un ricco programma di talk e workshop che affrontano temi quali intelligenza artificiale e arte, pratiche editoriali come forme di resistenza, nuovi linguaggi del suono e contaminazioni tra arte e moda. Tra gli appuntamenti più attesi, il panel su videoarte e risignificazione dell’immagine e l’incontro sulle geografie artistiche del Medio Oriente, strumenti di riflessione più che semplici eventi collaterali.
Importante anche la rete di premi e residenze: si conferma la partnership con ViaFarini, si aggiunge la nuova residenza Lami‑Genolini a Erba, e si consolidano i premi Artsted (Arte & Tecnologia), Snap Collective (publishing), oltre alla collaborazione strategica con la galleria online Singulart, che apre gli artisti selezionati al circuito dei collezionisti internazionali.

Una visione etica e indipendente
ReA! è – e rivendica di essere – una piattaforma indipendente e non profit, non affiliata a gallerie, musei o fondazioni. Il progetto nasce da un collettivo curatoriale giovane e cosmopolita, che costruisce ponti tra artisti, pubblico e operatori culturali, rifiutando ogni dinamica gerarchica e commerciale. Una fiera che è anche un atto curatoriale e politico, in cui la mostra collettiva diventa un dispositivo di attivazione critica, inclusiva e post-identitaria.
Con la sua quinta edizione, ReA! Art Fair dimostra di essere molto più di una rassegna: un laboratorio culturale in espansione, capace di intercettare tensioni contemporanee, generare reti di solidarietà artistica e riscrivere le regole del sistema dell’arte da dentro.


