Sull’isola di San Giorgio a Venezia, le Stanze delle Fotografia ospitano la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del classico, un omaggio ad uno degli sguardi più radicali e sofisticati della fotografia del Novecento, capace di trasmutare ogni immagine in un gesto scultoreo e di reinventare il ritratto e il nudo come icone di perfezione estetica. Promossa da Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, la mostra esplora l’universo estetico di Robert Mappelthorpe (New York 1946), dove forma, tensione e desiderio si intrecciano in una ricerca dell’ideale classico del corpo, inteso come canone di bellezza senza tempo.

Visitabile fino al 6 gennaio 2026, questa esposizione rappresenta il primo capitolo di una trilogia dedicata all’approfondimento dell’opera di Robert Mapplethorpe. I prossimi due appuntamenti sono previsti nel 2026: Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio a Palazzo Reale di Milano e Robert Mappelthorpe. Le forme della bellezza al Museo dell’Ara Pacis di Roma, che promettono di completare il racconto complesso e affascinante di un’artista che ha saputo ridefinire i confini della fotografia moderna.
La retrospettiva veneziana presenta ben oltre 200 opere, alcune delle quali esposte per la prima volta in Italia, offrendo al visitatore un percorso immersivo nella ricerca fotografica di Robert Mapplethorpe, che rivela la sua tensione verso un’ideale di bellezza assoluta, modellata secondo i canoni della scultura classica. Lo stesso artista, in più occasioni, ha dichiarato che, in un’altra epoca avrebbe scelto la scultura come linguaggio espressivo: un’affermazione che aiuta a comprendere il suo approccio alla fotografia come una forma plastica, in cui la luce scolpisce i soggetti e ne esalta l’armonia.


La mostra offre una ricca selezione di immagini: dai celebri nudi maschili e femminili a ritratti intensi di figure iconiche che hanno dominato il panorama artistico/culturale del Novecento – tra cui Patty Smith, Lisa Lyon, Andy Warhol e Susan Sontag – fino alle emblematiche nature morte floreali. L’esposizione include anche ready-made e collage degli anni Sessanta, realizzati con disegni originali, ritagli di riviste erotiche e oggetti ritrovati che testimoniano la precoce propensione di Mapplethorpe alla sperimentazione e alla sovrapposizione di elementi. La sezione dedicata agli autoritratti, carichi di simbolismo e provocazione, offrono uno sguardo intimo sulla costante riflessione del sé e sui confini tra immagine pubblica e privata. Quando fotografa sé stesso, Mapplethorpe adotta lo stesso rigore formale riservato ai suoi soggetti: in ogni scatto di avverte l’estrema cura per la composizione e il controllo sapiente della luce.


A rendere ancora più immersiva l’esperienza della mostra è anche la cura dell’allestimento, pensato per accompagnare visivamente lo spettatore all’interno dell’universo estetico dell’artista. I diversi ambienti della mostra sono infatti scanditi da un uso raffinato del colore. Si parte da tonalità calde come il rosa salmone, per poi attraversare sfumature di lavanda e blu, fino ad arrivare ad un rosso intenso che segna il cuore della mostra, dove le fotografie dialogano con la statuaria classica. In questo modo anche lo spazio espositivo partecipa attivamente all’opera visiva di Mappelthorpe, trasformando la visita in un’esperienza sensoriale completa. Più che una semplice retrospettiva, la mostra di propone come un’indagine profonda e stratificata sull’opera di Mapplethorpe, allontanandosi da interpretazioni convenzionali per restituire la complessità e l’evoluzione di uno sguardo che ha saputo coniugare provocazione, rigore e bellezza.

Robert Mapplethorpe. Le forme del classico
Fino al 6 gennaio 2026
Le Stanze della Fotografia – Venezia
info: lestanzedellafotografia.it


