Il progetto di design Urna si iscrive in un più ampio sistema di rinascita culturale di Malta. Partendo dalla sua storia millenaria e dalla pietra che più di molte altre risorse incarna il carattere dell’isola, il governo maltese sta puntando sul design, sull’architettura e sull’arte contemporanea (ma anche alla musica e alle discipline performative) come un modo per diffondere l’espressione identitaria maltese nel mondo.
Il progetto di design URNA
L’iniziativa ruota attorno a una grande urna che può potenzialmente essere concepita come monumento a una comunità. Può contenere, infatti, le ceneri dei membri di una stessa famiglia o di una famiglia allargata, un gruppo di persone vicine per ideali e valori. Materialmente si presenta come una grande sfera di due metri di diametro composta da anelli concentrici, ciascuno di dimensioni diverse ma con la stessa proporzione tra acqua, calcare e ceneri umane. Le ceneri diventano concretamente l’impasto, insieme al calcare, per creare uno degli anelli che compongono la circonferenza della sfera.


Ogni anello rappresenta così una persona, la sua anima o ciò che rimane del ricordo di chi ha vissuto…e come una roccia ingloba nella sua struttura fossili di conchiglie, piante, animali, Urna è una scultura composta da anelli che conservano le ceneri di esseri umani legati dal sangue, dall’affetto o da una prossimità sociale, linguistica, ideologica, dall’adesione a una scelta di vita.



Il progetto va oltre, aderendo a una visione più lontana nel tempo: immagina un paesaggio simbolico, non semplicemente un cimitero ma un luogo suggestivo ove accogliere una moltitudine di urne. Collocando più “urne” in una ex cava si potrebbe creare un nuovo “paesaggio-mausoleo”. La cava da cui sono state estratte in precedenza le pietre di calcare per costruire le case maltesi diviene centrale: è vista come un tempio, un luogo di trasformazione e raccoglimento spirituale ma anche un recinto protetto in cui trovare ristoro dal dolore della perdita.


Non esiste, inoltre, gerarchia all’interno del monumento: chi è alla base della sfera, nonostante sia meno visibile, sostiene il resto degli anelli, come le radici di un albero genealogico. Non si tratta quindi di costruire un memoriale pittoresco o nostalgico, ma un qualcosa di concreto che celebri la vita e suggerisca un rito nuovo e collettivo. Partendo dal design, si ambisce così a unire arte, architettura, scienza e filosofia, trasformando il rito funebre in un atto creativo: un capitolo di rinnovata condivisione. Urna punta a rivoluzionare il modo di pensare alla conservazione del corpo dopo la morte.


Il progetto è stato sviluppato da un team di persone. Tra i protagonisti figurano Andrew Borg Wirth Curatore/Architetto, Anthony Bonnici Architetto/Designer con anni di esperienza in Svizzera accanto a Valerio Olgiati, Tani Raif, architetto e designer, Matthew Attard Navatri Direttore artistico, Thomas Mifsud Architetto/Designer, Anne Immelé, fotografa attratta dal tema delle tombe, e Stephanie Saint Filmmaker del film di presentazione del progetto.



In parallelo al progetto di design, sono stati concepiti sette libri. Ogni pubblicazione ha un focus diverso: un volume è prettamente fotografico, un altro racconta il lavoro dietro le riprese del film, un terzo volume documenta i vari stadi evolutivi del design di Urna, un quarto raccoglie le immagini d’archivio mentre lo student book racchiude le idee degli studenti sulle possibili location per accogliere le urne collettive, un esemplare è solo testuale e l’ultimo libro è un ibrido, quasi un oggetto di design in sé.
La pietra calcarea e il rinascimento culturale di Malta
La pietra calcarea, o limestone, è considerata uno dei nove materiali più significativi al mondo dal 2018. L’azienda Halmann Vella, guidata da Hugh Vella, è tra i principali produttori maltesi e sosterrà il progetto Urna. L’azienda serve 25 grandi clienti, una cinquantina di clienti minori e lavora circa 300 tipologie di pietra. Oggi, i materiali vergini sono riservati quasi esclusivamente agli edifici pubblici, mentre l’industria sviluppa pietre artificiali. Ci si chiede se tra gli obiettivi ci sia anche la sostenibilità, la riduzione dell’impatto ambientale del cemento e delle emissioni di CO₂.
Il progetto Urna si inserisce in un più ampio rinascimento culturale che Malta e Gozo stanno vivendo a partire dalla Biennale del 2022 che aveva visto protagonista Arcangelo Sassolino. La successiva Biennale d’Arte 2024 ha invece affidato il Padiglione nazionale al maltese Matthew Attard che con un team di giovani curatori e creativi, sostenuti dall’Art Council, ha dato vita al poetico progetto I WILL FOLLOW THE SHIP. Senza dimenticare la prima edizione della Biennale d’arte dell’isola tenutasi nella Primavera 2024, diretta dall’italiana Sofia Baldi Pighi. È, come si può constatare, un periodo di forte fermento culturale: sono stati aperti nuovi spazi creativi e musei d’arte contemporanea come il MICAS, mentre procedono grandi progetti infrastrutturali anche a Gozo.
La piccola isola, con le sue quattordici congreghe e un’identità agricola radicata, è a soli sei chilometri da Malta. Città come Rabat (Victoria) sono state fondate dai Fenici e hanno conservato tracce dell’epoca romana, punica e del bronzo. Il sito neolitico di Ggantija, secondo alcuni archeologi, potrebbe essere il tempio più antico del mondo, risalente al 3000 a.C e costruito da un gruppo di uomini e donne giunti a Gozo dalla Sicilia. Il sito sacro del Cerchio di Pietra di Xaghra (a 400 metri a sud di Ggantija) ha restituito statuette in calcare di figure trapezoidali, non identificabili nel genere maschile o femminile, forse usate in rituali funebri. Un curioso ritrovamento mostra due figure femminili sedute che sorreggono delle riproduzioni di se stesse.
Gozo ospiterà presto un nuovo museo, il Nidum, sognato da quindici anni e ora in fase di realizzazione sotto la guida dello studio francese Adrien Gardère. Il museo colmerà una lacuna culturale importante, perché attualmente non esistono a Gozo musei d’arte o della città. Gozo è stata una tappa del Grand Tour e conserva numerose litografie d’epoca. Il museo sarà un omaggio alla storia, alla pietra e alla cultura visiva dell’isola. Si prevede l’apertura entro la fine del prossimo anno.



