Un bambino, con maglietta rossa e pantaloni beige seduto a cavalcioni sulle spalle della statua di Giuseppe Garibaldi, è comparso all’alba del 6 giugno 2025 al centro della Rotonda dei Mille nel cuore di Bergamo. Con la sua mano destra mima una pistola in un gesto ambiguo tra gioco infantile e ribellione. Si tratta di un intervento firmato da Maurizio Cattelan, intitolato One.
L’installazione, rimasta segreta fino all’ultimo, è parte della mostra diffusa Seasons, che inaugura ufficialmente il 7 giugno 2025 e rimarrà visibile fino al 26 ottobre 2025. L’opera innesca così un corto circuito visivo e simbolico in uno dei luoghi più emblematici della città introducendo un confronto tra memoria storica e presente.

L’intervento di Cattelan alla Rotonda dei Mille
La figura infantile che si erge sulle spalle del monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi è il fulcro dell’opera One, installazione che l’artista ha voluto collocare proprio nella cosiddetta “Città dei Mille”. Il riferimento alla spedizione garibaldina è evidente, così come lo è la frattura generata dal titolo stesso. Se Bergamo è associata all’impresa collettiva dei Mille volontari, One sembra concentrare l’attenzione su una singolarità: un individuo isolato, forse emblema di una nuova unità o di una generazione che guarda con ironia – o disincanto – ai simboli del passato.
Realizzato originariamente alla fine dell’Ottocento dagli scultori Cesare e Alberto Maironi da Ponte, il monumento bronzeo a Garibaldi si carica ora di nuovi significati. La posa del bambino solleva interrogativi profondi: è una scena familiare o un atto dissacrante? Un’eredità rispettosa o una critica? L’opera diventa così monumento e anti-monumento.

Il significato simbolico dell’opera “One”
Il bambino installato sulla statua non è soltanto un elemento di disturbo visivo, ma un veicolo di riflessione. Il suo gesto di una pistola immaginaria mimata con la mano rimanda a molteplici letture. È un’azione infantile che richiama il gioco, ma anche una potenziale affermazione di forza, resistenza o dissenso. In questo doppio registro, l’opera apre una riflessione sulla trasmissione generazionale e sull’interpretazione della storia.
“One” può essere letto come un interrogativo rivolto alle nuove generazioni: quali responsabilità si assumono di fronte al patrimonio simbolico ereditato? La figura di Garibaldi (patriota, stratega e icona controversa) viene così ricontestualizzata, privata della sua immobilità celebrativa per diventare punto di partenza di un dialogo aperto. Attraverso questo lavoro, Cattelan invita a ripensare l’unità nazionale non più come adesione compatta a un’ideologia condivisa, ma come spazio di coesistenza fra differenze, memorie critiche e nuove visioni.
La mostra diffusa “Seasons”
L’installazione One è solo una delle tappe di Seasons, il progetto espositivo diffuso che porta Maurizio Cattelan in più sedi della città. Alla Gamec, cuore dell’evento, sono ospitate le opere Empire e No; nell’Ex Oratorio di San Lupo si trova la scultura Bones; a Palazzo della Ragione, in Piazza Vecchia, è esposta November. Il progetto è promosso dalla Gamec con la direzione di Lorenzo Giusti e rappresenta un momento significativo per Bergamo che ambisce a consolidare il suo ruolo di riferimento nel panorama artistico contemporaneo internazionale.
La segretezza con cui è stata preparata One ha accresciuto la curiosità e l’impatto dell’intervento pubblico. Sui social sono circolate già dal mattino del 6 giugno numerose immagini del bambino sulla statua con molti che, a un primo sguardo, lo hanno scambiato per una presenza reale.
Dopo il recente successo della presenza di Marina Abramović a Gres Art 671, questa nuova iniziativa conferma il dinamismo culturale di una città proiettata verso il futuro (anche grazie alla nuova sede della Gamec, attesa nel 2026 nell’ex Palazzetto dello sport).




