Sublime cliché. Roma tra meraviglia e disincanto

La terza edizione del Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma arriva al MACRO: un ritratto viscerale della città attraverso gli sguardi degli artisti in residenza

Roma è una città che si racconta da sola. I suoi tramonti infuocano le cupole, le luci delle diverse ore del giorno trasformano ogni angolo in una scenografia, i suoi paesaggi si moltiplicano tra bellezza architettonica e caos urbano. Ma dietro l’immagine da cartolina si nasconde qualcosa di più profondo: una stratificazione di visioni, memorie e contraddizioni che continua ad affascinare chi la attraversa. Una città frammentaria, tragica e poetica: una complessità vertiginosa e conflittuale che, in maniera paradossale, rispecchia simultaneamente gli opposti stereotipi che l’accompagnano, tra meraviglia e decadenza.

Non è un caso che da secoli sia meta privilegiata di chi cerca in una bellezza contraddittoria una forma di conoscenza. Fin dai tempi del Grand Tour, quando viaggiatori e giovani studiosi desiderosi di catturare la magnificenza della città eterna e di completare la loro formazione culturale e personale, arrivavano da ogni parte d’Europa, Roma ha sempre stupito per la sua magnificenza. Questa eredità viene oggi portata avanti dagli artisti e ricercatori ospiti delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri. 

La presenza di queste realtà rappresenta un’unicità della scena culturale romana: attraverso i loro programmi di residenze, ospitano ogni anno in città artisti visivi, scrittori, compositori, architetti, coreografi, designer, storici e ricercatori nei campi più disparati. Una comunità che incontra e attraversa Roma, creando un legame con la sua storia e i suoi luoghi, rileggendoli e reinterpretandoli, intrecciando relazioni umane e culturali.

È da questo intreccio di meraviglia e disincanto che prende forma Sublime cliché, mostra collettiva che ha inaugurato la terza edizione del Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma. A cura di Saverio Verini e ospitata dal MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma fino al 24 agosto 2025, l’esposizione raccoglie gli sguardi degli artisti in residenza provenienti da ogni parte del mondo e sottolinea l’inesauribile fonte d’ispirazione che la città ha su di loro.

I diversi borsisti hanno incontrato Roma secondo tempi, linguaggi e sensibilità diversi, ma tutti hanno cercato, attraverso l’arte, di restituirne una visione che superi la superficie. Non per negarne la bellezza, ma per spostarla, scardinarla, talvolta sovvertirla. Sublime cliché raccoglie opere realizzate durante o ispirate al periodo di residenza nella Capitale, dando vita a un ritratto stratificato, viscerale e antiretorico della città. Tra installazioni, video, fotografie, sculture e materiali tradizionali come mosaico e travertino, le opere raccontano una città fatta di contrasti: tra il fasto dell’antichità e la decadenza moderna, tra la monumentalità e i contesti più marginali. Gli artisti non fuggono dai cliché, li accolgono e li trasformano, rivelandone la potenza poetica, fino a sublimarli. Il percorso espositivo è stato progettato dallo studio di architettura Supervoid e propone un ritratto stratificato e viscerale di Roma capace di riflettere le innumerevoli sovrapposizioni del paesaggio cittadino.

A catturare l’attenzione ancor prima di accedere alla sala dell’esposizione, per poi continuare al suo interno, sono i “ritratti” di Giovanna Silva. Ex borsista dell’American Academy nell’anno 2019-2020, la Silva ha realizzato delle fotografie in cui immortala le architetture, sia interne che esterne, delle Accademie e degli Istituti stranieri. Anche Jenny Holzer, dopo la residenza all’American Academy nel 2003-2004, è tornata a Roma nel 2007 per realizzare For the Academy, un intervento di arte pubblica in cui alcuni spazi sono stati trasformati con luci e parole.

A colpire l’attenzione appena varcata la soglia dello spazio espositivo più consistente, è un tronco di pino marittimo caduto. Quest’ultimo, onnipresente in città, ne è quasi divenuto un simbolo, tanto da divenire per Christoph Keller (borsista Accademia Tedesca Roma Villa Massimo 2017-2018) una reliquia naturale, un rudere. Al centro della sala si trovano invece due video: uno è di Rebecca Digne (borsista Accademia di Francia a Roma – Villa Medici 2018-2019), che in Metodo dei Loci mostra un elefante mentre attraversa il giardino di Villa Medici, evocando una tecnica antica di memorizzazione. Accanto quattro cavalli attraversano le strade del centro storico di Roma indossando gualdrappe con articoli della Costituzione italiana dedicati all’uguaglianza e alla dignità umana: si tratta del video di Julian Rosefeldt (borsista Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, 2018-2019).

Dieci tavole di travertino, materiale caratteristico delle architetture romane, sono protagoniste di Le Due Rome, progetto di Esra Ersen (borsista Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, 2019-2020). Su queste lastre l’artista ha trascritto pensieri e ricordi di Istanbul, dov’è cresciuta, scaturiti dall’incontro con Roma durante il periodo trascorso in residenza dell’artista. Lo scopo è sottolineare le radici comuni di due mondi non così lontani. Quattro stampe, realizzate da Iván Argote (borsista Accademia di Francia a Roma – Villa Medici 2021-2022) nel 2022 ma mai esposte prima, documentano invece gli esiti di azioni minime – piccoli elementi vegetali su sculture o loro basamenti – compiute da dall’artista nell’area del Pincio, il cui scopo è riflettere sull’eterno conflitto tra natura e cultura, preannunciando una coesistenza tra le parti.

Un enorme fregio che percorre l’intero spazio espositivo è il risultato di una inedita traduzione che Supervoid ha fatto del libro di Charles Mazé & Coline Sunier (borsisti Accademia di Francia a Roma – Villa Medici 2014-2015), Come vanno le cose?. In esso son raccolti 1512 scritte e disegni rilevati dagli artisti sui muri della capitale, riconducibili a un solo autore (Vincenzo “Enzo” Romano) e classificati stabilendo una tassonomia di iscrizioni contemporanee, simili a quelle scolpite sulla pietra nell’antichità. Bianca Bondi (borsista Accademia di Francia a Roma – Villa Medici 2024-2025) ha invece pensato The Perennial Truth appositamente per l’esplosione: un bancone di un bar – luogo di aggregazione – è invaso da piante endemiche del Lazio.

Nicole Wermers si rifà alla storia dell’arte, rileggendola. In questo caso, con Reclining Female #8, la scultura di una donna è poggiata su un carrello per le pulizie di un albergo: un’operazione che mette in crisi l’autorevolezza della statua. Un mosaico di 16 immagini in bianco e nero formano Palo, una serie di fotografie realizzate da Hayahisa Tomiyasu (borsista Istituto Svizzero 2020-2021), in cui il protagonista è il palo stradale, dismesso e storto, posto sempre al centro dell’inquadratura. Matthew Connors (borsista American Academy in Rome 2024-2025) si concentra invece sugli spazi pubblici come luoghi cui si manifestano conflitti e scontri inattesi con la serie Shadows and the Silent Majority.

Ruaidhri Ryan (borsista The British School at Rome, 2021) ha trasformato il cartone per la pizza d’asporto, una matita da disegno e un torso d’età classica in un mosaico, mentre la scultura di Joel Blanco (borsista Real Academia de España en Roma, 2024-2025) è simile a una rovina contemporanea che riflette le stratificazioni urbane e storiche di Roma, evocando in scala ridotta l’impatto monumentale della città. Hunter Longe (borsista Istituto Svizzero, 2024-2025) assembla insieme materiali antichi e contemporanei: in questa occasione sono allestiti a parete, con luce tremolante, lavori di piccolo formato, dalla luce tremolante, simili a reliquie sospese tra scienza, esoterismo e folklore.

Ancora un’opera video è stata realizzata da Terry Adkins (borsista American Academy in Rome 2009-2010), che con Obelisks in Rome mette in luce l’assimilazione dell’antico Egitto da parte di Roma, ma anche da Evangelia Kranioti (borsista Accademia di Francia a Roma – Villa Medici 2021-2022), che nel suo lavoro affronta il tema delle migrazioni nel Mediterraneo attraverso la lente del mito.

Il percorso è accompagnato da un calendario di eventi e performance, culminanti in Live Live Live! il 7 giugno 2025, giornata dedicata a incontri, concerti, workshop e performance multidisciplinari, per esplorare la vitalità culturale che anima la città. L’iniziativa si inserisce sulla linea di Sublime cliché, che è un invito a guardare Roma non solo come icona o immagine, ma come un organismo vivo, complesso e affascinante, dove storia, memoria e innovazione si intrecciano senza soluzione di continuità.

info: museomacro.it

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