Quello del Van Gogh Museum di Amsterdam è un ambizioso progetto di lunga data: ampliare la propria collezione di artisti direttamente ispirati da Van Gogh, in questo caso Henri Matisse, direttamente influenzato dai suoi colori espressivi e dalla linea dinamica. Oliviers à Collioure, dipinto nel 1905, è stato così recentemente acquisito dall’istituzione olandese e stilisticamente accostato a un disegno a penna di Van Gogh.

Uliveto a Collioure e quel fascino per il paesaggio che unisce Van Gogh e Matisse
È durante la sua prima estate nella cittadina del sud della Francia, periodo particolarmente proficuo per la produzione di opere significative dell’artista, che Matisse dipinse Oliviers à Collioure. Ad avvicinarlo a Van Gogh, quel paesaggio mediterraneo baciato dal sole e l’utilizzo di colori vividi e puri per catturare la luce estiva più bella. Gran parte della tela è deliberatamente non finita, con linee disegnate ancora visibili che indirizzano l’osservatore verso il punto di fuga centrale, una figura femminile appena accennata eppure perfettamente riconoscibile: si tratta della moglie del pittore, che cammina verso di lui tenendo in mano un parasole rosso acceso.

Inoltre, è risaputo che Matisse possedeva tre disegni a penna di Van Gogh, a dimostrazione della sua profonda ammirazione: il quadro in questione, è un potente esempio precoce dell’uso espressivo del colore da parte di Matisse e del suo nuovo modo di dipingere, che in seguito divenne noto come Fauvismo, movimento caratterizzato dalla semplificazione delle forme, l’abolizione della prospettiva e del chiaroscuro e l’uso di colori vivaci e innaturali e del colore puro. “Il dipinto è disadorno, eppure i colori sono così abbaglianti che sembra un’esplosione di coriandoli. Un dipinto fauve di Matisse è fondamentale per mostrare efficacemente la spiccata influenza di Van Gogh sulla generazione di artisti che lo hanno seguito. Questa acquisizione permette al museo di colmare una lacuna significativa nella sua collezione” ha spiegato la curatrice dei dipinti del museo olandese Lisa Smit.


