FN Museo Lab, il progetto sul recupero delle rovine diventa un libro

Presentato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma il progetto editoriale dei Fratelli Navarra legato a FN Museo Lab

FN Museo Lab, il progetto di Fratelli Navarra dedicato al recupero monumentale, è diventato un libro. A presentarlo è Attilio Navarra al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Ecco il suo intervento.

Mi piace iniziare segnalando un testo fondamentale per me sul restauro monumentale, una volta tanto consiglio io un libro da buon bibliofilo capita sempre che sono gli altri che consigliano buona letture: Storia universale delle rovine del professore francese Alain Schnapp. Questo libro, realizzato dopo 15 anni di studi, ripercorre lo sviluppo della tutela delle rovine e dei monumenti dall’epoca mesopotamica ai giorni nostri; attraversa periodi storici come quello della Roma antica, la Grecia, il Medioevo e Rinascimento fino all’Illuminismo. Analizza anche come alcune culture, come quella giapponese (demolendo e ricostruendo utilizzando gli stesso materiali) abbiano gestito nel corso dei secoli la tutela del bene monumentale.

Questo libro ha influenzato significativamente, non solo lo sviluppo del progetto FN Museo Lab, ma anche l’approccio della Fratelli Navarra sul tema del recupero delle rovine. Chiederei di leggerlo a tutti i capi commessa ma non me la sento essendo un tomo di quasi 1.000 pagine. All’inizio dell’opera viene citato Chateaubriand, politico, diplomatico, scrittore, che nei primi dell’800 nel suo testo Il Genio del Cristianesimo rivendica l’universalità delle rovine affermando: “Tutti gli uomini hanno una segreta attrazione per le rovine”. Egli mette in relazione l’arco temporale della vita umana con quello della rovina o monumento sottolineando una discrepanza significativa tra questi due archi temporali. Da qui l’attrazione fatale.

Diderot, enciclopedista e filosofo, (parlare davanti al Prof. Dioguardi di Diderot illuminista mi imbarazza un po’ essendo il Professore uno dei maggiori studiosi delle sue opere), nella meta’ del ‘700, è stato uno dei primi a notare una forte relazione tra le due eternità: quella della natura e quella dell’infinita successione della generazione umana. Il suo contributo al tema della tutela dei beni monumentali è stato notevole. Al contrario, Simmel, sociologo e filosofo tedesco, nella fine dell’800 definisce la rovina come un ritorno alla natura di ciò che da essa è stato estratto; offre così un’esperienza morale oltreché artistica dove l’effetto del tempo ridimensiona tutte le opere dell’uomo. Benjamin Pe’ret, un poeta francese a me caro, nei primi del ‘900, invece analizza la rovina dal punto di vista della contrapposizione tra memoria e oblio giocando su significati sia materiali sia metaforici della rovina stessa. Venendo al progetto Fratelli Navarra presentato oggi, concepiamo la rovina o il monumento come una memoria precaria tanto “pericolosa” quanto “preziosa”.

Questo concetto apparente contrastante si riferisce alla complessità nel relazionarsi con questi monumenti e ai rischi associati agli interventi su di essi; è fondamentale riconoscere quanto siano preziosi tali beni culturali ed essere consapevoli durante i lavori effettuati sui medesimi. Approfitto quindi per ringraziare i funzionari delle soprintendenze nazionali e comunali che ci assistono nel minimizzare gli errori durante queste operazioni. La consapevolezza riguardo all’importanza dei monumenti rende sicuramente più stimolanti le giornate lavorative degli operai e restauratori coinvolti con la consapevolezza che stanno facendo qualcosa di importante qualcosa che rimane.

Alla base di questo progetto c’è l’idea che noi operatori siamo “traghettatori” di esperienze e conoscenze verso chi verrà dopo noi; un bagaglio culturale e conoscitivo direi unico, prendiamo in eredità quanto fatto in passato lasciando alle future generazioni informazioni utili per lo svolgimento del loro lavoro sempre avendo come focus principale la tutela del bene monumentale.

Oggi consideriamo i musei come nuove cattedrali dell’epoca contemporanea; la Fratelli Navarra ha circa 15-16 musei in portafoglio e ha intenzione di realizzare con questo progetto altrettanti quaderni specificamente dedicati a queste realizzazioni valorizzando il know how specialistico acquisito negli anni. I quaderni saranno realizzati nell’ambito del nostro lavoro con dettagli tecnici storici con una forte attenzioni ai temi sociali, pubblicazioni volte a rendere accessibile questa conoscenza ad un pubblico più ampio possibile evitando così che rimanga esclusivo appannaggio degli addetti ai lavori coinvolti negli interventi passati. Guardiamo alla comunità ma anche alle Università e alle scuole di alta formazione.

L’obiettivo principale sarà quello di creare un lavoro multidisciplinare pluriennale coinvolgendo committenti progettisti direttori lavori capi cantiere operai e restauratori ed esperti vari contribuendo così ad arricchire ulteriormente il patrimonio culturale collettivo attraverso competenze specialistiche provenienti da diversi ambiti professionali legati all’allestimento, all’ impiantistica , l’illuminotecnica eccetera affinché si possa valorizzare ogni aspetto pertinente al restauro sostenibile sotto ogni punto vista economico sociale ambientale garantendone fruibilità post-restauro. Anni fa abbiamo persino brevettato un manuale d’uso e registrato un marchio “valore restauro sostenibile”, che ha come obiettivo quello di codificare i processi corretti per affrontare i restauri monumentali tenendo sempre presente che i monumenti una volta restaurati devono essere fruibili da un numero elevato di persone.

Alla base di tale principio c’è il concetto fondamentale riguardante la sostenibilità, non solo economica e finanziaria ma anche sociale e culturale. I Quaderni Fnmuseolab si inseriscono perfettamente in questo contesto.

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