“Cloistered”: sei artisti in dialogo alla British School at Rome

Curata da Marta Pellerini, la mostra si pone come una riflessione sulle accademie straniere a Roma e le loro dinamiche culturali e spaziali

Una nuova mostra collettiva apre le porte alla British School at Rome il 28 maggio 2025 alle ore 18:00. Dal titolo Cloistered e curata da Marta Pellerini, l’esposizione coinvolge sei artisti e artiste, tra borsisti in residenza e artisti romani attivi nella scena contemporanea. Attraverso opere e testi critici, il progetto riflette sulle tensioni tra isolamento e apertura nei contesti accademici stranieri operanti a Roma. La mostra sarà visitabile fino al 27 giugno 2025.

Clausura e apertura: il tema al centro di Cloistered

Il titolo della mostra allude a un doppio registro di significato: da un lato, l’isolamento culturale che può derivare dalle dinamiche interne delle accademie straniere a Roma; dall’altro, la possibilità di aprire un dialogo con il contesto urbano e artistico locale. La British School at Rome (BSR) diventa così il fulcro di un’indagine critica che mette in discussione l’idea della “gabbia dorata” in cui spesso si muovono artisti e studiosi in residenza.

Attraverso opere di sei artisti – quattro borsisti attualmente in residenza (Can Gun, Sophio Medoidze, Cathie Pilkington e Ash Tower) e due artisti attivi nella scena romana (Cristina Lavosi e Andrea Mauti) – la mostra intende promuovere un’interazione significativa tra interno ed esterno, tra chi abita temporaneamente questi spazi e chi li percepisce da fuori. A supportare questo confronto, ogni artista è stato affiancato da una figura autoriale incaricata di elaborare un testo originale sulla sua pratica. Come risultato, una pubblicazione che arricchisce ulteriormente l’esperienza espositiva con spunti teorici e analitici.

Cloistered, pur ponendosi in un contesto accademico, si rivolge al pubblico romano più ampio invitando a superare le barriere di accesso percepite e promuovendo un confronto diretto e inclusivo. La mostra si configura così come un momento di scambio capace di mettere in luce la pluralità delle esperienze artistiche e delle riflessioni che emergono nei luoghi della residenza internazionale.

I protagonisti della mostra: sei visioni artistiche a confronto

I lavori esposti a Cloistered offrono uno sguardo eterogeneo sul panorama artistico contemporaneo. Can Gun, pittore residente a Londra e attualmente Abbey Scholar a Roma, propone scene vivide e surreali dove elementi del mito, della quotidianità e del grottesco si intrecciano in composizioni dense e stratificate. Cristina Lavosi, attiva tra L’Aia e Roma, utilizza il video per esaminare criticamente le strutture politiche e culturali dominanti. La sua pratica indaga il ruolo delle istituzioni nel costruire narrazioni e nel legittimare sistemi di potere.

Andrea Mauti, con base a Roma, sviluppa la propria ricerca attraverso trasformazioni materiche che evocano immaginari post-apocalittici e archeologici con una visione non antropocentrica dell’entità che abitano la realtà. Sophio Medoidze, artista e regista georgiana, esplora le tensioni tra centro e periferia, antico e contemporaneo, attraverso un linguaggio cinematografico e poetico. Le sue opere utilizzano la Georgia come luogo narrativo e simbolico, portando avanti una riflessione profonda sull’identità e sul linguaggio visivo.

Cathie Pilkington, scultrice, ha sviluppato alla BSR una ricerca grafica incentrata sulla semplicità del segno e sulla sua capacità di generare complessità. Le sue installazioni spaziano tra ambienti domestici e museali, creando tensioni percettive che sfidano le convenzioni espositive. Ash Tower, australiano, lavora a cavallo tra arte, architettura e archeologia. Nella sua ricerca affronta le relazioni tra tecnologia e pratiche commemorative, approfondendo temi legati alla memoria e alla costruzione della conoscenza.

Le voci critiche: sei autori per sei pratiche

A ciascun artista è stata affiancata una figura autoriale incaricata di produrre un testo critico sulla sua pratica. Il risultato è un corpus di scritti che approfondisce le opere esposte da una prospettiva teorica, curatoriale o letteraria contribuendo a contestualizzarle nel panorama contemporaneo.

Fabiola Fiocco, curatrice e borsista MSCA, ha affiancato Ash Tower; Eloise Fornieles, artista e ricercatrice, ha scritto sulla pratica di Cristina Lavosi; Matthew Fox, filosofo classico e Hugh Last Fellow alla BSR, ha collaborato con Cathie Pilkington; Donatella Saroli, esperta di letteratura e arti visive, ha approfondito il lavoro di Sophio Medoidze; Eleonora Milani, storica dell’arte, ha contribuito con un testo su Andrea Mauti; infine, Samuel Waweru, poeta e giornalista, ha interpretato la poetica visiva di Can Gun.

Questi contributi saranno raccolti in un booklet disponibile in mostra offrendo un ulteriore livello di lettura e comprensione delle opere e sottolineando il valore della collaborazione tra linguaggi differenti nell’ambito della ricerca artistica contemporanea.