Gustave Courbet ritorna protagonista al Musée d’Orsay con un restauro aperto al pubblico

L’intervento conservativo del dipinto “Funerale a Ornans”, il primo da cinquant’anni, sarà visibile nella Sala 7 del museo parigino: i visitatori potranno osservare da vicino le fasi di pulitura, consolidamento e analisi della tela

Un cantiere a vista tra le sale del Musée d’Orsay sta attirando l’attenzione di appassionati e studiosi: è in corso il restauro di Un funerale a Ornans” celebre dipinto di Gustave Courbet. L’intervento, il primo dopo mezzo secolo, potrà essere osservato dal pubblico. L’opera, straordinaria per dimensioni e contenuto, è al centro di un ampio progetto scientifico che promette nuove rivelazioni sull’artista e sul contesto di realizzazione.

Un progetto conservativo eccezionale

Il Musée d’Orsay di Parigi ha avviato un importante intervento di restauro sul dipinto realizzato da Gustave Courbet tra il 1849 e il 1850. L’opera, che misura 6,7 metri per 3,15, è esposta nella Sala 7 del museo, dove sarà possibile seguire dal vivo ogni fase del restauro grazie a un ambiente appositamente attrezzato con vetrate trasparenti.

L’intervento si è reso necessario a causa di molteplici criticità conservative: la deformazione del telaio originale, aggravata da oltre venti smontaggi nei primi trent’anni dopo la donazione al Louvre nel 1881, ha provocato un rilassamento della tela e un indebolimento delle cuciture. La superficie pittorica, inoltre, risulta oggi opacizzata da vecchi strati di vernice ingiallita e sporco accumulato nel tempo compromettendo la lettura cromatica e l’espressività dell’opera.

Il restauro, coordinato dalla restauratrice italiana Cinzia Pasquali insieme a sei specialisti, prevede tre fasi principali: l’analisi e la pulitura iniziale dei materiali originali, la rimozione della tela dal supporto per valutarne le condizioni strutturali e infine il consolidamento e la valorizzazione finale. Il progetto è supervisionato da un comitato scientifico che coinvolge esperti del Musée d’Orsay, del Musée du Louvre e dell’Université Paris Nanterre.

L’opera rivoluzionaria di Gustave Courbet sotto una nuova luce

Terminato nel 1850, Un funerale a Ornans fu accolto con scandalo al Salon parigino del 1850-51, non per un eccesso di drammaticità, ma per la rappresentazione senza idealizzazione di un funerale rurale: ogni elemento, ogni incrinatura nell’estetica borghese del lutto, sprigiona una nuova e scomoda verità pittorica. A destare critiche fu anche il fatto che Courbet abbia trattato la tela con la stessa monumentalità riservata a scene mitologiche o storiche.

 L’artista dipinse l’opera nella casa del nonno, utilizzando un tessuto grezzo non adatto a sostenere la matericità della sua pittura, spesso applicata a spatola. I recenti studi diagnostici del Centre national de recherche et de restauration hanno rivelato importanti dettagli nascosti: lo spostamento dell’officiante centrale, modifiche alla profondità della fossa e tracce di disegni preparatori. Parti della tela che erano state piegate alla fine dell’Ottocento per motivi conservativi saranno ora riaperte, estendendo il campo visivo e potenzialmente alterando la percezione complessiva della scena.

Il restauro si pone dunque come un’occasione per rileggere l’opera anche alla luce della sua genesi tecnica e concettuale. La pittura densa di Courbet, carica di significati e tensioni sociali, torna così al centro di una riflessione visiva e scientifica che coinvolge il pubblico in maniera inedita.

Un cantiere trasparente e accessibile al pubblico

Oltre alla straordinarietà dell’opera e alla complessità dell’intervento, il progetto si distingue per la sua apertura al pubblico. Il restauro è visibile quotidianamente attraverso una vetrata collocata nella Sala 7 del piano terra, dove si trova l’opera. A partire dal 5 giugno 2025, ogni giovedì mattina sarà inoltre possibile partecipare a visite guidate gratuite all’interno del cantiere, negli orari delle 9:45, 10:30 e 11:15 (le prenotazioni sono obbligatorie e si effettuano esclusivamente tramite il sito ufficiale del Musée d’Orsay).

Il restauro pubblico segue l’esperienza analoga del 2014 su L’atelier del pittore dello stesso Courbet. Se quel progetto aveva riportato alla luce l’autoritratto dell’artista nel suo mondo, oggi l’attenzione si concentra sull’umanità collettiva ritratta con crudezza e senza idealizzazione. Fino al 2026, i visitatori avranno così l’opportunità di osservare da vicino non solo la mano dell’artista, ma anche quella dei restauratori in un dialogo continuo tra passato e presente.