All’interno del contesto transfrontaliero della Capitale Europea della Cultura trova spazio Where Dogs Run: The Kerosene Chronicles. Fungus, una mostra installata all’Xcenter di Nova Gorica e visitabile fino al 31 maggio 2025. Ideata dal collettivo russo Where Dogs Run, l’esposizione suggerisce una possibile evoluzione nei rapporti tra esseri viventi e intelligenze artificiali. Centrale è l’olfatto: un senso umano che, ad oggi, resta più sviluppato rispetto alle capacità delle macchine. I robot presenti nell’installazione comunicano attraverso segnali chimici generati dall’alterazione olfattiva dei fumi di cherosene dovuti a un contaminante: un fungo. Si origina così un linguaggio sensoriale capace di instaurare relazioni orizzontali tra organismi biologici e sistemi cibernetici.

Il collettivo Where Dogs Run, formato da Natalia Grekhova (1976), Alexey Korzukhin (1973) e Olga Inozemtseva (1977), è attivo dal 2000 e si distingue per un approccio multidisciplinare che integra arte e tecnologia nel dibattito filosofico contemporaneo, dall’intelligenza artificiale ai bioorganismi. Con sede in Slovenia, il gruppo ha partecipato a progetti con istituzioni come il Goethe-Institut, il festival Elektronika e il ZKM in Karlsruhe.
The Kerosene Chronicles. Fungus è un’installazione composta da quattro robot autonomi che si muovono all’interno di un circuito chiuso. Ogni unità custodisce un serbatoio di cherosene, dove prolifera un fungo, l’Ascomycetae Amorphotheca resinae Parbery, capace di trasformare il carburante in un’informazione attraverso una sintesi metabolica. A ogni variazione olfattiva dei fumi corrisponde un segnale: è da qui che nasce un linguaggio invisibile, una comunicazione chimica tra macchine. I robot sono guidati da un sistema di stati motivazionali, espressi attraverso segnali luminosi che pulsano sulla loro superficie: blu per l’altruismo (un eccesso di cherosene pronto a essere condiviso), rosso per la dominanza, giallo per la passività (conservazione del carburante), verde per la caccia (ricerca attiva di risorse), blu-verde per l’attesa. Queste luci non sono semplici orpelli visivi, ma indizi emotivi. Come animali elettronici, i robot espongono le proprie vulnerabilità, si cercano e a volte si ignorano, creando interazioni imprevedibili.


In un’intervista pubblicata sul magazine online Digital Dozen, a proposito dell’interazione tra lo spettatore e l’opera, il collettivo dice: «Possiamo solo sperare che l’osservatore abbia la sensazione di vedere e percepire qualcosa di vivo, imprevedibile, fragile e vulnerabile». The Kerosene Chronicles. Fungus è sia performance che esperimento scientifico: l’arte diventa strumento di indagine sulle potenzialità della tecnologia e sulla possibilità di instaurare una comunicazione tra specie diverse basata sull’interazione biochimica e sulla percezione olfattiva.
Fino al 31 maggio 2025
Bio/n – Laboratorij za prihodnost hrane – Nova Gorica (Primorska)
info: go2025.eu


