È la sorellanza il tema portante di Her Dior, il documentario che racconta gli otto anni di Maria Grazia Chiuri alla guida della maison. In un percorso fatto di importanti collaborazioni con artiste visive, la direttrice creativa di Dior ha infatti portato la rivoluzione femminista in passerella fin dal 2016, quando nella sua prima sfilata presentava una t-shirt bianca con la scritta We Should All Be Feminists, un messaggio ispirato al saggio di Chimamanda Ngozi Adichie. Proprio sull’approccio trasformativo alla moda nel segno del femminismo si concentra il documentario di Loïc Prigent, pubblicato in occasione della Giornata Internazionale della Donna 2025 e disponibile su Youtube.


Her Dior: la moda in una prospettiva di genere
La storia del documentario comincia nel 2021, sempre l’8 marzo, quando viene pubblicato il volume Her Dior: Maria Grazia Chiuri’s New Voice, che raccoglie le immagini di 33 fotografe che hanno collaborato con la maison dal 2016. Da qui anche il docufilm, che si costruisce sulla domanda “E se le donne governassero il mondo?” ricamata su un arazzo dell’artista Judy Chicago per la sfilata Dior del 2020 e che intende raccontare l’approccio femminista di Chiuri alla moda, intesa come strumento trasformativo. In questo senso il titolo richiama il termine “herstory”, che la poetessa e attivista Robin Morgan ha usato per per indicare una storia scritta da una prospettiva di genere.
Arte e moda per una creatività militante
Il femminismo è tra i protagonisti della couture di Dior ed è risaltato in passerella anche attraverso le numerose collaborazioni con artiste visive. Dagli arazzi di Judy Chicago ai ritratti di Mariella Bettineschi o, ancora, all’alfabeto del corpo di Tomaso Binga e ai lavori di Linda Nochlin e Niki de Saint Phalle, Chiuri ha costruito un approccio alla moda militante, in grado di essere uno strumento di trasformazione e di avere un impatto sulla società. Tra i momenti di grande rilevanza pubblica, la stola indossata da Chiara Ferragni alla 73esima edizione del Festival di Sanremo con la scritta “Pensati libera”, tratta da un’opera del duo artistico Claire Fontaine. SAGG Napoli è stata invece l’artista protagonista dell’ultima sfilata di Dior (settembre 2024), reinterpretata con una performance ispirata alle amazzoni.


