Aveva chiuso per le difficoltà della pandemia il Teatro della Cometa di Roma, ma ora è pronto a riaprire in una nuova veste. La storica struttura ai piedi del Campidoglio è stata infatti presa in gestione e ristrutturata da una nuova società: a guidarla è Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior, con la sua famiglia. Prevista a maggio 2025, la riapertura prevede anche il lancio di un nuovo bar all’interno del teatro, che sarà gestito dall’italo-americano Jonathon Dominic Spada, figura molto nota nel mondo della ristorazione romana.

Un nuovo capitolo per il Teatro della Cometa
Risale ai primi mesi del 2024 la notizia della costituzione di una nuova società, la Teatro della Cometa srl, per far rinascere lo storico spazio teatrale che aveva chiuso i battenti dopo la pandemia. A orchestrare il tutto è stata la stilista Maria Grazia Chiuri con i figli Niccolò e Rachele Regini. Nella società costituita per riportare a nuovo il teatro Paolo Regini, marito della Chiuri, ha il ruolo di Amministratore Unico. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro della Palazzo della Cometa srl, società proprietaria degli immobili nei quali ha sede il teatro e di cui la direttrice creativa di Dior detiene il 100% dal 2019.
Con il teatro è prevista anche un’altra apertura, quella del nuovo bar che sarà ospitato nel foyer. A guidarlo in qualità di Bar Manager sarà Jonathon Dominic Spada, brand designer di origini californiane che da oltre vent’anni lavora come consulente nelle realtà romane. Il nuovo bar sarà aperto al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 10 a mezzanotte.
Uno spazio storico nel cuore di Roma
Il palazzetto del Teatro della Cometa fu acquistato nel 1938 da Carlo Cecilio Pecci Blunt, ma solo negli anni ’50 divenne un teatro. A volerlo fu Anna Laetitia Pecci Blunt e ospitò, dopo essere stato inaugurato nel 1958, le prime teatrali di autori come Jonesco e Beckett fino a recital di cantanti internazionali. Il teatro venne poi distrutto completamente nel 1969 da un incendio, mentre nel 1986 Viviana Pecci Blunt (figlia della scomparsa Laetitia) e l’Ingegnere Giorgio Barattolo gli ridiedero vita con la collaborazione dell’architetto Alberto Filippi.



