Il duo Bianco-Valente ha reinterpretato il mosaico pompeiano in chiave contemporanea con il progetto visivo Land Code, che prosegue la ricerca degli artisti sugli aspetti legati alla percezione e si inserisce nella riflessione, avviata recentemente dal duo, sulle testimonianze musive romane, in particolare su alcuni mosaici pavimentali delle antiche città di Pompei ed Ercolano raffiguranti geometrie ornamentali.

L’installazione per Castel Sant’Elmo, il duo ha ripreso le antiche geometrie musive, reinterpretando attraverso il filtro dell’arte contemporanea. Tessere in mosaico bianche e nere evocano un codice QR, trasformando l’ornamentazione antica in una geometria che evidenza come, nel passaggio dalla presenza dell’oggetto fisico alla sua ricostruzione nel sistema neuronale, la percezione tenda a ricreare la forma osservata secondo codici riconoscibili, attraverso la lente specifica dei processi di percezione visiva che, dalla moltitudine di tessere in pietra, si coagula nella formulazione di una geometria astratta.


In questo caso, la tessera di un mosaico diventa pixel di un’immagine digitale, aggiungendosi alle altre opere presenti. Ognuna di queste unità ognuna di queste unità minime di rappresentazione contiene il potenziale dell’intera forma, interpretabile dall’occhio ma anche fraintendibile. Questa associazione critica richiama il fenomeno dell’illusione pareidolitica, ovvero un’illusione subcosciente che tende a ricondurre le forme note degli oggetti a profili dalla forma casuale.

Giovanna Bianco e Pino Valente sono artisti noti per iniziative che coinvolgono comunità e architetture e da anni esplorano le interazioni tra persone, eventi e luoghi. Il loro lavoro spazia tra scultura, video, installazione e pratiche partecipative. La loro poetica, sempre in bilico tra materialità e astrazione, riflette una costante tensione tra passato e futuro. Con Land Code, l’ornamentazione antica, osservata nei dettagli minuti dei tasselli di pietra, si trasforma in una geometria che evidenza come, nel passaggio dalla presenza dell’oggetto fisico alla sua ricostruzione nel sistema neuronale, la percezione tenda a ricreare la forma osservata secondo codici riconoscibili.


