Art Verona 2024 chiude in crescita, i migliori stand secondo Inside Art

La 19ª edizione della fiera si conferma a livello nazionale come punto di incontro per collezionisti e appassionati di forte spessore e competenza

La 19ª edizione di ArtVerona si conclude in costante crescita confermandosi a livello nazionale come punto di incontro per collezionisti e appassionati di forte spessore e competenza. Pochi i visitatori stranieri e le gallerie d’oltralpe, ma è chiara la linea che vuole approfondire una visione più internazionale in grado di attrarre un pubblico sempre più eterogeneo.

Anche quest’anno, attraverso partnership consolidate, ArtVerona mette in campo molte risorse a supporto di artisti ed espositori con 16 diversi riconoscimenti, tra questi il Premio Icona, dedicato all’opera più significativa all’interno del panorama dell’arte contemporanea, che va a Mats Bergquist con l’opera in bronzo Scala (2024), esposta allo stand di Atipografia, Arzignano (VI). Secondo la giuria «Il quesito sul mistero del buio – nero assoluto – del famoso “quadrato” pare adesso svelarsi: si doveva solo raggiungerlo. Una semplice scala appoggiata lo ha reso un varco, una soglia che dipana infinite interrogazioni e infinite altre torna a porne. Uno spazio di transito tra noi e un altrove dove tutto è e sarà possibile. Grazie a una scala per salire o scendere». Per la fotografia under40, premio Zenato Academy, il vincitore é l’artista presentato dalla galleria di Bologna Labs Contemporary Art, Dario Picariello con due lavori: Come se fosse tempo (2022) e Tienimi prima che me ne vada (2024).«Le due opere sono state scelte per avere sintetizzato l’aspetto sperimentale con quello manuale, utilizzando la fotografia d’archivio come strumento per una narrazione rinnovata che contempla un interesse verso le tradizioni popolari e vernacolari».

Il Sustainable Art Prize, uno dei progetti di ArtVerona a supporto delle tematiche di sostenibilità, è stato assegnato a Giacomo Segantin di Artopia Gallery, Milano. La giuria ha particolarmente apprezzato la capacità dell’artista di conservare nell’opera la memoria della spazialità, nonché l’impiego di tecniche di raccolta di materiali da rigenerare mediante la raccolta urbana nell’ambito di una circolarità collaborativa. Il Premio stArtup, promosso dal collezionista bolognese Nico Sgarzi, é dedicato ad artisti giovani e mid-career (fino ai 50 anni)con un percorso di ricerca coerente e un linguaggio ben identificabile. La vincitrice è Claire Lindner, nata a Perpignan, Francia nel 1982, con le sue sculture in ceramica policroma presentate da MAAB Gallery, Milano-Padova. Il suo lavoro richiama il filone storico di metamorfismo surrealista derivato da Jean Arp,rimando che sta nutrendo anche parte dell’ultima stagione di scultura contemporanea a livello internazionale.

Il giovanissimo 23enne greco-persiano, Dionysis Saraji, presentato da Labs Contemporary Art di Bologna, è sul podio del Premio Casarini Due Torri Hotel mentre Laura Omacini é la vincitrice del Premio Massimiliano Galliani per il disegno under 40, promosso dall’Associazione culturale artMacs e dal Comune di Montecchio Emilia in partnership con ArtVerona. Nelsuo lavoro si riscontrano tutte le possibilità che lo strumento del disegno offre ancora oggi nell’espressione contemporanea. Il riscontro finale di ArtVerona 2024 sia per i visitatori che i galleristi é decisamente ottimista con uno sguardo sempre più critico, costruttivo e visionario. Per Isabella Tupone di Area\B, Milano «Siano presenti da 7 anni, l’impressione é abbastanza buona, c’è un bel numero di visitatori, ma sopratutto interessanti. L’attenzione è stata equamente divisa tra gli artisti storicizzati e giovani. Stiamo lavorando molto bene con Irene Balia, una nostra artista tra l’altro tra i finalisti nei premi della fiera, ma anche ottimi risultati con Francesco De Molfetta».

Irene Balia nasce a Iglesias nel 1985. Dopo aver conseguito il diploma nel 2004, si trasferisce a Sassari e prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti mentre Francesco De Molfetta, il “DEMO”, vive e lavora a Milano. Il suo lavoro, scoperto dal famoso gallerista dell’Arte Povera Franco Toselli, è stato esposto in Italia e all’estero in tutte le principali fiere d’arte. Maurizio Pentimalli di AD Dal Pozzo di Padova è soddisfatto «ArteVerona é sempre una bella fiera, molto raffinata. È quella che misura il polso autunnale del mercato dell’arte. Non da sempre risultati immediati come altre realtà ma é quella più forte nel misurare i battiti dell’arte anche per un semplice riscontro. Devo ammettere che c’è interesse e attenzione da parte dei collezionisti». La galleria è presente in fiera con Stefano Chiassai, Massimo Kaufmann e Beatrice Gallori. Dalla Liguria, Elisabetta Rossetti della galleria genovese Rossetti Arte Contemporanea, ha scelto di partecipare con l’esposizione in esclusiva della nuova serie di Silvio Porzionato, Blueseries. Le opere possono essere viste come una profonda meditazione sulla solitudine e l’interiorità. «La galleria rappresenta 18 artisti ma siamo in fiera solo con Porzionato, una scelta netta e decisa. Non solo un unico artista, ma solo la sua ultima serie dove ha ritrovato uno spirito meno commerciale, più istintivo e passionale». Il feedback è anche qui positivo: «La frequenza dei visitatori è più nazionale, ho riscontrato comunque presenze importanti e in particolare modo la qualità delle persone, effettivamente interessate all’arte al di là dell’acquisto».

Tra gli stand più originali, Floris Art Gallery di Milano. Con Sotto Assedio: Quando la Guerra e la Violenza diventa routine l’esposizione propone un dialogo apparentemente scomposto tra le eteree figure dell’artista Giampaolo Parrilla e la monumentalizzazione fisica delle opere di Teo Martino. Artisti giovani eppure perfettamente in grado di confrontarsi con coraggio nel presente e nella piena attualità, esplorando una società brutale ma allo stesso tempo esasperata e addormentata. Quasi in balia di se stessa. Martino nasce nel 1990 a Ciriè, Torino. All’età di 17 anni trova impiego presso dei marmisti e da lì scopre la passione per il marmo e la scultura. Nel 2023 riceve la Targa d’oro Premio Arte per la scultura. Utilizza una drammatica ironia per sollevare questioni sulla presenza ossessiva delle armi nella vita quotidiana con opere che raffigurano fucili d’assalto, maschere antigas e bombe. Il marmo diventa così un mezzo di denuncia. Mentre Giampaolo Parrilla, nato a Bologna nel 1997, esplora i temi della violenza con lavori che estendono la tradizione pittorica, rielaborando notizie globali, immagini di conflitti, mappe, propaganda, foto di sistemi d’arma militari, rapporti di ONG, che diventano veri e propri strumenti di indagine. I suoi quadri si ispirano a interviste con donne coraggiose provenienti da Ucraina, Siria, Afghanistan, Sudan e Somalia, raccontano storie di vulnerabilità e resilienza in contesti di guerra. Lo spettatore è spinto a riflettere sulla necessità di ascoltare e riconoscere le voci di chi vive queste tremende esperienze. Il gallerista Francesco Floris valuta positivamente la fiera «questo è il secondo anno, l’anno scorso abbiamo presentato una proposta di arte africana, pittura, quest’anno abbiamo unito scultura e pittura su un tema molto contemporaneo e attuale che è “la violenza”. Il riscontro è positivo, affluenza buona anche a livello di collezionismo molta competenza».

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