A cent’anni dalla nascita del maestro friulano dell’incisione Giuseppe Zigaina, l’Istituto Centrale per la Grafica ha aperto le sue porte a una mostra a lui dedicata: Incisioni, edizioni e libri d’artista. L’esposizione, che raccoglie oltre cinquanta opere calcografiche dell’artista, tra puntesecche, acqueforti e acquetinte, una decina di edizioni d’arte e libri d’artista e alcune lastre provenienti dall’archivio del maestro situato nella sua casa-studio a Cervignano del Friuli, propone un viaggio attraverso la carriera di Zigaina, evidenziando il suo straordinario contributo all’arte incisoria e la sua capacità di reinterpretare con originalità questa tecnica millenaria.


La mostra, curata da Francesca Agostinelli e Ilaria Savino e aperta al pubblico fino al 17 novembre, dà anche la possibilità di ammirare un disegno del 1951 e un video del 1983 che riprende Zigaina nella Stamperia A/S di Udine, intento alla realizzazione di una acquaforte, di cui in esposizione è presente la matrice incisa e la stampa che ne è derivata. Nato a Cervignano del Friuli il 2 aprile del 1924, Giuseppe Zigaina non si dedica da subito all’incisione, predilige la pittura, divenendone uno dei massimi esponenti, tanto da essere invitato nel 1960, con una sala personale, alla XXX Biennale di Venezia e vincere il premio Ginori. Le opere premiate verranno poi presentate, a cura dell’American Federation of Arts, in un tour americano che lo farà conoscere nel mondo e gli confermerà una lunga e fortunata carriera.

Inizia a incidere a 40 anni, a Roma, prima in puntasecca presso la Stamperia Romero, poi con la tecnica dell’acquaforte, che lo renderà uno dei più importanti incisori italiani. La grafica divine così elemento naturale a fianco della sua pittura e della scrittura ed è vissuta come elemento centrale della sua complessa dimensione espressiva. Il mondo incisorio dell’artista racconta il buio dell’uomo e della storia: protagonisti sono dormitori, lager, fucilati, temi che Zigaina incide con forza per i molti anni. Noto per la sua collaborazione con il grande regista Pier Paolo Pasolini, con cui strinse un sodalizio intellettuale che dalla gioventù durò oltre la tragica morte dell’amico, Zigaina ha sviluppato un percorso artistico basato su un dialogo tra parola e immagine, che ha trovato una delle sue massime espressioni proprio nell’arte incisoria e nei libri d’artista.


Infatti, nella sua tarda età, l’artista si dedica proprio edizioni d’arte e al libro d’artista, in cui rimaneggia e assembra le matrici realizzate in differenti periodi della sua vita, così da unire nel fare tecnico, il processo di elaborazione poetica in cui il tempo e la memoria hanno un ruolo fondamentale. Incisore, scrittore, fotografo, scenografo, Zigaina utilizzò più linguaggi espressivi che confluiscono e sostengono la sua pittura, orientata ad un impegno civile portatore nel tempo di una visione esistenziale capace dei più profondi temi umani, analizzati in rapporto alla storia, al territorio, alla memoria, al sogno.

L’archivio del maestro a Cervignano del Friuli e il catalogo generale dell’opera incisa, registrata fino al 1994, uniscono insieme oltre quattro cento lastre incise, sedici stamperie frequentate e un lavoro che nel solcare la lastra conduce ad uno “sprofondare nell’immagine” di cui l’artista scrive in memorabili testi sull’incisione. La mostra rientra nel progetto Zigaina100/Anatomia di una immagine promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha stanziato i fondi per l’acquisizione della sua casa e del suo studio, sede dell’archivio, per farne un centro-studi sull’artista.



