La rassegna Il Tempo del Futurismo è promossa e sostenuta dal Ministero della Cultura e arricchirà sino a gennaio 2025, gli spazi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Prestigiose le istituzioni internazionali che hanno contribuito all’esposizione: il MOMA, la Estorick Collection di Londra, il Philadelphia Museum of Art, il Kunstmuseum Den Haag de L’Aia.

La curatela è affidata allo storico dell’arte Gabriele Simongini e la scelta della data di inaugurazione, ricaduta sul prossimo 2 dicembre, non è un caso: si celebra infatti l’ottantesimo anniversario dalla scomparsa di Tommaso Marinetti, avvenuta nel 1944.
È il 1909 quando quest’ultimo, fondatore del rivoluzionario movimento, pubblica il manifesto del Futurismo, suscitando grande scalpore nel mondo dell’arte. «Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità», indicava Marinetti come uno dei principi fondamentali del movimento. Da qui, la storia di un gruppo di sognatori, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Giacomo Balla, di una rivoluzione di parole in libertà. «Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia», recita il secondo punto del manifesto.
A differenza delle passate esposizioni sul Futurismo, ciò che alla GNAM viene posto in risalto, è l’indagine sul rapporto tra arte e scienza, illustrando quel «completo rinnovamento della sensibilità umana avvenuto per effetto delle grandi scoperte scientifiche», posto alla base della corrente culturale. Una riflessione oggi più che mai attuale, in un mondo in cui sembra non esserci più tempo per la lentezza. Oltre 300 le opere esposte, fra quadri, sculture, progetti, disegni, oggetti d’arredo, film, libri e manifesti, racconteranno la storia di questa ribellione artistica. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera, due installazione site-specific di Magister Art e il potere delle lettere di Lorenzo Marini, accompagnati da una serie di talk e performance curati da Federico Palmaroli.

Dal 2 dicembre al 28 febbraio 2025
info: GNAM


