Luce e dinamismo nella galleria A arte Invernizzi di Milano

La mostra, a cura di Lorenzo Madaro, si concentra sulla scultura in grado di generare riflessioni sul rapporto tra forma e spazi

Nicola Carrino, Gianni Colombo, Lesley Foxcroft, Igino Legnaghi, François Morellet, Arcangelo Sassolino, Mauro Staccioli, David Tremlett, Antonio Trotta, Grazia Varisco e Michel Verjux sono gli artisti che nella mostra Dimensionare lo spaziovisibile sino al 21 novembre – presenteranno i loro percorsi: ad accomunarli è l’idea di intendere la scultura in rapporto all’ambiente circostante: un itinerario artistico da cui inevitabilmente scaturiscono riflessioni sulla forma e sul modo in cui si intende lo spazio, sulla luce e sul dinamismo che da essa deriva.

L’esposizione indaga dunque il modo in cui arte e architettura rimodellano il nostro modo di vivere e percepire gli spazi, attraverso opere che non solo decorano ma trasformano le più intime sensazioni. Luce, dinamismo, bidimensionalità e tridimensionalità, orientano lo sguardo a una scultura che costantemente ingloba e da cui siamo inconsciamente assorbiti.

Il titolo della mostra si ispira all’idea di progettualità espressa da Nicola Carrino, considerato tra i pionieri della scultura contemporanea in Italia. Secondo il suo pensiero, la scultura non è solo una forma statica, ma un processo creativo che consente di ridefinire ciò che ci circonda: una scultura progettuale, trasformabile nel tempo, di ordine ambientale e partecipativo, in grado di interagire con lo spazio urbano e il pubblico presente. “La scultura è l’operazione del mutare, strumento indispensabile del continuo occupare e dimensionare lo spazio”.

La curatela di Lorenzo Madaro

La mostra, curata dallo storico dell’arte e giornalista Lorenzo Madaro, pone quindi particolare attenzione sul profondo dialogo che intercorre tra la forma e lo spazio fisico e scultoreo che altera la percezione visiva. Un concetto in realtà intrinseco di un’arte contemporanea dove sempre più artisti cercano di catturare e liberare confini, in una scultura che si pone come medium fra il fare artistico e il quotidiano, rendendo lo lo spettatore in grado di riconoscere i luoghi, di viverli e risignificarli.

Dal 18 settembre al 21 novembre 2024
Galleria A Arte Invernizzi
Milano, Via Domenico Scarlatti, 12, (Milano)

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