Vai, vai, Saudade è una mostra di arte brasiliana che si sviluppa su diversi piani narrativi: la collettiva presenta un itinerario poetico, un excursus completo sulla produzione artistica brasiliana a partire dal secondo dopoguerra. La rassegna prende il titolo da una samba composta da Heitor dos Prazeres artista Carioca che fu tra i primi a subire la censura della dittatura militare nel 1964.


Tra tematiche formali e concettuali, spirituali e terrene, politiche e geografiche. Tra democrazia e dittature, il Brasile ha da sempre avuto una complessa storia civile. Come il curatore della mostra Cristiano Raimondi ha ribadito, «è un paese che ha esportato la lotta per i diritti delle popolazioni originarie e afrobrasiliane in tutto il mondo facendosi baluardo di valori umanistici e democratici».


L’intenzione dell’esposizione di arte brasiliana è quindi quella di «presentare il Brasile come terra fertile di idee e rivoluzioni artistiche, un paese che ha saputo costruire un’identità basata sulla valorizzazione del multiculturalismo e fusione di linguaggi plurimi sfidando le visioni eurocentriche per una storia dell’arte a una sola direzione: il Brasile è sin dai principi del secolo scorso tra i grandi attori delle avanguardie nella scena mondiale e non esiste avanguardia senza l’osservazione delle culture ancestrali o semplicisticamente considerate popolari».

Tra gli artisti in mostra Jhony Aguia, Maxwell Alexandre, Antonio Henrique Amaral, Laura Lima, Cildo Meireles, Alfredo Volpi, José Antônio da Silva, Yuli Yamagata, Hélio Oiticica, Niobe Xandó, Matheus Rocha Pitta, Lucia Koch, Davi de Jesus do Nascimento, Liuba Wolf, Lygia Pape e il collettivo artistico Opavivará!

Dal 4 luglio al 30 settembre
Museo Madre, Napoli
info: Museo Madre


