Ci lascia un’altra pietra miliare della storia dell’arte, Bill Viola, un artista tra i più grandi del dopoguerra, deceduto all’età di 73 a causa dell’Alzheimer di cui da tempo soffriva. Ispirato dai pittori rinascimentali, ha esplorato i passaggi della vita in mostre toccanti ed emozionanti. Quando nei primi anni ’70 la videoarte si affacciava timidamente per poi affermarsi nel decennio successivo, ha dimostrato fin da subito una talentuosa ed innata attitudine verso questa tecnica espressiva: per oltre 40 anni ha così realizzato video, videoinstallazioni architettoniche, ambienti sonori e performance di musica elettronica. Non a caso, molte delle sue prime realizzazioni, riflettevano un fascino per coinvolgenti effetti speciali acquisti grazie al lavoro di assistente audiovisivo in musei e gallerie.


La ricerca artistica di Bill Viola
«Mi sono reso conto che il luogo più importante in cui esiste il mio lavoro non è la galleria o il museo, lo schermo o il video, ma la mente dello spettatore che lo ha visto». Così scriveva il grandissimo artista nel 1989. Si tratta di una constatazione che può essere generalizzata: la memoria è il luogo in cui vive tutta l’arte, nonché quello in cui tutti riscattiamo, almeno per un po’, la morte delle persone e delle cose che ci sono care.


Non a caso, la sua produzione ha sempre celebrato alcune delle tematiche fondamentali dell’esperienza umana: nascita, morte, amore, emozioni e spiritualità, traendo spesso ispirazione dalle tradizioni mistiche, in particolare il buddismo Zen, il misticismo cristiano, il sufismo islamico e l’arte devozionale medievale. Peculiarità di molte delle sue opere è il rallentare il passare del tempo in modo che gli spettatori diventino fortemente consapevoli della propria presenza fisica e dei propri pensieri, in un’arte in grado di esperire sé stessa e il mondo. Molte delle sue opere sono installazioni su larga scala che coinvolgono lo spettatore a livello sensoriale: spesso combinano immagini video con suoni, creando ambienti immersivi che invitano alla contemplazione.
La sua pratica artistica, come da lui più volte affermato «non è cinema, non è pittura ma è una espansione dei livelli di realtà: universale, senza tempo ed eterna». Tra le esposizioni più celebri a cui ha preso parte ricordiamo Installations and Videotapes, al Museum of Modern Art di New York nel 1987; Bill Viola: Unseen Images. L’artista ha rappresentato gli Stati Uniti alla 46a Biennale di Venezia nel 1995 con Buried Secrets. Nel 2002 uno dei suoi più importanti progetti, Going Forth By Day, un ciclo di affreschi digitali proiettato in cinque parti, il suo primo lavoro in video ad alta definizione. Il ritmo da lui utilizzato nei video dedicati alle espressioni del volto umano, spesso varia velocità: da riprese rallentate che rendono impercettibili i movimenti degli attori a vere e proprie scene cinematografiche d’azione. Le immagini dei suoi video emergono prendendo intensamente vita, così da poter sentire il loro sguardo come se fossero davanti a noi in carne e ossa.
La grande retrospettiva a Palazzo Strozzi
Bill Viola. Rinascimento elettronico è stata la più grande retrospettiva realizzata in Italia per celebrare il grande artista. Nella cornice rinascimentale di Palazzo Strozzi è stato possibile ricreare lo straordinario dialogo tra antico e contemporaneo: si celebra così la speciale relazione tra Bill Viola e Firenze. È qui infatti che l’artista ha iniziato la sua carriera nel campo della videoarte quando, tra il 1974 e il 1976, è stato direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione del video.


Il rapporto di Viola con la storia e l’arte viene inoltre esaltato attraverso importanti collaborazioni con musei e istituzioni quali il Grande Museo del Duomo, le Gallerie degli Uffizi e il Museo di Santa Maria Novella a Firenze, ma anche con le città di Empoli e Arezzo. Il risultato è quello dell’inedito confronto diretto delle opere di Viola con quei capolavori di grandi maestri del passato che sono stati per lui fonte di ispirazione e ne hanno segnato l’evoluzione del linguaggio.
Bill Viola a Milano
Nel giugno del 2023 terminava al Palazzo Reale di Milano quella che sarebbe stata l’ultima esposizione in Italia del maestro. La mostra ripercorre l’intera carriera artistica di Viola, presentando al pubblico quindici capolavori all’interno delle sale del museo, offrendo ai visitatori un percorso in cui ritrovarsi a contemplare le profonde questioni che Viola esplora con immagini al rallentatore in cui luce, colore e suono possono creare momenti di profonda introspezione. Emozioni, meditazioni e passioni possono emergere dai suoi video, accompagnando lo spettatore in un viaggio interiore.


Con la sapiente cura di Kira Perov, moglie dell’artista e direttore esecutivo del Bill Viola Studio, opere che coprono trent’anni di lavoro sono esposte attraverso un’accurata selezione di lavori, andando a definire un evento unico per concedersi la possibilità di riflettere sulla vita, intraprendere il proprio viaggio interiore e immergersi in un mondo alternativo, del tutto diverso da quello che si è lasciato all’ingresso.
info: Studio


