La Stazione Vittorio Emanuele a Roma riapre nel segno dell’arte

L'intervento alla Stazione della Metro A Vittorio Emanuele è stato realizzato dall'artista altoatesina Esther Stocker

Il rinnovamento nel segno dell’arte della Stazione Vittorio Emanuele della Metro A di Roma è l’esito di di una collaborazione tra MAXXI e ATAC, l’azienda per la mobilità del Comune di Roma. Dopo una chiusura di diversi mesi, la stazione romana riapre con un nuovo volto: l’atrio appare infatti trasformato agli occhi dei viaggiatori con 8mila metri di nastro adesivo su sfondo bianco che ricoprono pareti, soffitto, pilastri e dispositivi di accesso dello spazio. A realizzare il lavoro, appositamente pensato per la stazione e visibile dal 1° luglio, è stata l’artista altoatesina Esther Stocker, anche protagonista della mostra Ambienti 1956 – 2010. Environments by women artists II in corso al MAXXI.

È proprio nel quadro di questa esposizione che si inserisce l’intervento site specific alla Stazione Vittorio Emanuele. Prosegue qui infatti il percorso articolato nell’esposizione al MAXXI tra arte, architettura e design, con una particolare attenzione nei confronti dello spazio pubblico e all’arte ambientale. Facendo il punto sul contributo delle donne nella storia dell’arte, la rassegna espone le opere di artiste e architette del calibro di Micol Assaël, Monica Bonvicini, Judy Chicago, Lygia Clark, Laura Grisi, Zaha Hadid, Aleksandra Kasuba, Kimsooja, Christina Kubisch, Léa Lublin, Nalini Malani, Marta Minujín, Tania Mouraud, Pipilotti Rist, Martha Rosler, Nanda Vigo e Tsuruko Yamazaki, ma anche della protagonista dell’iniziativa nella stazione romana. Esther Stocker, infatti, presenta una carriera artistica costellata di grandi installazioni, il cui linguaggio è stato spesso accostato a correnti come l’Op Art.

L’intervento site specific è stato realizzato grazie a una sinergia tra ATAC e il museo romano d’arte contemporanea. «Questa collaborazione – ha dichiarato Alberto Zorzan, Direttore generale ATAC – prosegue il cammino che abbiamo intrapreso per fare dei luoghi del trasporto pubblico dei collettori di stimoli positivi, usando il linguaggio dell’alta cultura. Portare l’arte nel mondo del trasporto pubblico è un modo intelligente, infatti, per arricchire, ampliandola, l’esperienza del viaggio».

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