A Palazzo Altemps una mostra dedicata a Giovanni Battista Cavalcaselle

Corrado Veneziano celebra il talento e le intuizioni di Giovanni Battista Cavalcaselle, con un lavoro pittorico che a ritroso reinterpreta le opere d'arte

In una delle sedi del Museo Nazionale Romano, diretto da Stéphane Verger – dal 19 giugno al 28 luglio 2024 – la mostra, Dipingendo Cavalcaselle di Corrado Veneziano. L’esposizione, a cura di Francesca Barbi Marinetti, è dedicata a uno degli studiosi più originali e affascinanti della storia dell’arte italiana: Giovanni Battista Cavalcaselle.

«Per Veneziano» – afferma la curatrice – «studioso di linguaggi e della loro evocazione semantica e simbolica, l’omaggio a Cavalcaselle è un incontro folgorante: per l’estetica dello stesso materiale composito dei taccuini cavalcaselliani. Che con disegni, collage e annotazioni scopre essere ricca di affinità con il gusto contemporaneo e con la sua personale ricerca pittorica». Corrado Veneziano, autore della mostra, racconta le rivoluzionari indagini della storia dell’arte medievale e rinascimentale. L’artista italiano ha studiato a lungo l’autore veronese e ne ha reinterpretato gli schizzi e i taccuini.

Corrado Veneziano ha dichiarato di aver lavorato a lungo sugli schizzi di Cavalcaselle. «I quadri che ho realizzato sono diventati per me un’immersione ricchissima nella tecnica rinascimentale e medievale. E’ stata però anche una conferma del piacere insostituibile della mano che dipinge, nella sua splendida artigianalità. A dispetto dell’invadenza di ogni tecnologia o intelligenza artificiale». Le sue intuizioni fecero scuola (sua è la prima “Storia dell’Arte italiana”, dell’Italia unita, scritta con l’inglese Joseph Archer Crowe); i suoi disegni rimangono tuttora attestati insuperati di amore e filologia, passione e criterio scientifico per ricondurre a verità le molte (talora strumentali) falsificazioni della storia e dell’arte pregresse.

«Ho lavorato a lungo sugli schizzi di Cavalcaselle» – ha continuato Veneziano – «E i quadri che ho realizzato sono diventati per me un’immersione ricchissima nella tecnica rinascimentale e medievale. E’ stata però anche una conferma del piacere insostituibile della mano che dipinge, nella sua splendida artigianalità. A dispetto dell’invadenza di ogni tecnologia o intelligenza artificiale».

info: Palazzo Altemps

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