Elena Mazzi, da Ex Elettrofonica una personale site-specific

La nuova mostra di Elena Mazzi nella galleria romana esplora lo scenario acquatico nel rapporto tra uomo e natura

Sarà esposta fino al 5 luglio la personale di Elena Mazzi nella galleria romana Ex Elettrofonica, che ospita le opere dell’artista per la seconda volta in un’esposizione a lei dedicata. La mostra, dal titolo Swim / Die / Swim, consiste in un percorso appositamente pensato per lo spazio capitolino che esplora il rapporto tra uomo e ambiente, con un riferimento particolare allo scenario acquatico. L’esposizione è accompagnata da un testo critico di Angela Vettese.

Originaria di Reggio Emilia, dove è nata nel 1984, Elena Mazzi reinterpreta nelle sue opere il patrimonio culturale e naturale dei luoghi a partire dall’esame di territori specifici. Nei suoi lavori l’artista mescola così storie, fatti e fantasie tramandate dalle comunità locali, per suggerire possibili risoluzioni al conflitto uomo-natura-cultura. Con un approccio antropologico, Mazzi mette in campo uno sguardo olistico volto a riparare le fratture che si verificano nella società.

Nel percorso espositivo da Ex Elettrofonica l’artista presenta un itinerario site-specific che esplora i suoi temi privilegiati, primo tra tutti il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. La relazione, però, passa attraverso lo scenario acquatico, che Elena Mazzi propone ciclicamente sia nella sua forma naturale che artificiale. Le opere in mostra sono unite da un tema centrale: lo scheletro, che funge da elemento portante e struttura di supporto, permeando sia la ricerca artistica di Mazzi che la sua esperienza personale. Tra questi, infatti, i recuperi delle vertebre dei cetacei e lo studio delle spugne marine nel mare, fino all’esplorazione architettonica delle planimetrie delle piscine come luogo di riabilitazione e riflessione sulla percezione del corpo umano.

In mostra sono presenti disegni, fotografie, oggetti scultorei e installazioni che prendono vita da questa ispirazione, combinando forme astratte e antropomorfe in una nuova configurazione espositiva che riflette il percorso artistico di Mazzi negli ultimi anni. Corpi animali abbandonati nel paesaggio si alternano a figure invisibili, creando un dialogo evocativo con le strutture scheletriche di cetacei e spugne, e trasmettendo storie di pratiche di cura legate all’acqua.

info: exelettrofonica.com