Heartbreak Hotel, benvenuti cuori spezzati

Micol Beltramini e Agnese Innocente, sceneggiatrice e disegnatrice, schiudono le porte di un sontuoso albergo dedicato agli amori infranti

«Giusy Scarfone, la nostra editor, mi aveva chiesto se avessi voglia di lavorare a un volume sulle delusioni d’amore. Si immaginava più storie con diversi disegnatori, ma io volevo desideravo lavorare di nuovo con Agnese, per cui ho detto a Giusy: posso proporti un volume unico se mi viene un’idea decente? L’idea è arrivata poco tempo dopo, un giorno in cui la canzone di Elvis ha fatto capolino in una playlist random». L’idea – molto più che “decente” – a cui fa riferimento Micol Arianna Beltramini, è il toccante racconto a fumetti Heartbreak Hotel (Editrice Il Castoro, 240 pagine a colori, 18 euro) che ha sceneggiato, con le illustrazioni di Agnese Innocente.

«Il concept della canzone – ovvero che dopo una delusione d’amore tu ti ritrovi a smaltirtela all’Heartbreak Hotel – era un punto di partenza ghiotto», continua Beltramini. Che aggiunge: «Quindi ho atteso che mi si presentassero in testa i vari personaggi, per poi lavorare a come volevo che fosse strutturato l’albergo. I personaggi le loro storie? Sono del tutto inventati, ma come sostiene Stephen King (o qualunque altro narratore con un senso) a rendere “veramente vero” quello che scrivi e disegni sono i dettagli che rubi alla tua vita e a quella di chi ti sta intorno». Così l’autrice della guida “101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” (Newton Compton) e del romanzo La mia amica scavezzacollo (Hacca), solo per fare due esempi, spiega che tipo di lavoro è stato fatto. «Io sceneggio su storyboard cartacei in cui cerco di mettere tutto: espressioni, gestualità, struttura della tavola e testi. All’inizio ero in vantaggio di 40 story perché Agnese stava finendo un altro fumetto, ma mi ha recuperato in meno di un mese, è velocissima. Da quel momento in poi abbiamo lavorato in parallelo, giorno per giorno, confrontandoci su ogni aspetto». 

Sulla stessa scia, Innocente (classe ’94, esordisce nel graphic novel Dieter è morto edito da Shockdom): «Nel mio cammino lavorativo non ho mai incontrato nessuno con cui mi trovassi così bene. Lavorare con Micol significa anche divertimento: c’è curiosità, voglia di sperimentare, parlare, confrontarsi. Ci facciamo un sacco di risate, di piantini, ci mandiamo le canzoni che fanno da sottofondo alla costruzione del fumetto. È bellissimo. Dopo gli storyboard di Micol, io sono passate alle bozze e all’inserimento in digitale del testo per avere gli ingombri corretti; per poi andare con le matite definitive e infine col colore». Come riporta la sinossi della casa editrice, in Heartbreak Hotel troviamo Maya che ha perso l’amore della sua vita; Martino è stato preso in giro dal ragazzo dei suoi desideri; Fiona è stata tradita dal suo fidanzato e dalla sua migliore amica; Fede si sente responsabile per ciò che è accaduto alla sua fidanzata.

«C’è di più – interviene Beltramini –, ognuno dei personaggi ha la sua data di nascita e il suo segno zodiacale, abbinato a un seme di carte. Maya è l’ospite di cuori ed è ariete, quindi ha un carattere focoso e quando si impunta non ce n’è per nessuno. Ma è anche molto empatica e divertente. Martino è l’ospite di quadri ed è acquario: è vanitoso, ironico e un po’ approfittatore, ma riconosce sempre i suoi errori, ed è fin troppo intelligente per il suo bene». E ancora, «Fiona è l’ospite di fiori ed è pesci: è deliziosa, romantica e un po’ nel suo mondo, e ha un legame molto forte con la sua famiglia e il suo passato. Dell’ospite di picche per non spoilerare preferisco non dirti niente se non questo: a lui è andata peggio che a tutti gli altri». 

Cuori diversi ma ugualmente spezzati, ospitati nel calore (effimero) dell’Heartbreak Hotel, che è – riporta la quarta di copertina – «sa esattamente come ti senti, e farà di tutto per coccolare le tue illusioni». Ma c’è un momento per piangere sulle proprie ferite e un altro per smettere di farlo. E per guarire, unendo le forze, schiudendosi di nuovo al mondo. «A livello visivo i personaggi sono nati praticamente da soli, in modo molto naturale. Ci sono volute pochissime prime prove su Maya e Laura, giusto per capire quale fosse l’impronta stilistica che volevamo dar loro. Gli altri, poi, come già detto, sono usciti fuori dalla matita da soli: mi bastava parlare con Micol e subito eccoli nella mia testa. Il personaggio a cui sono più affezionata? È Fiona, nata il mio stesso giorno e caratterialmente simile a me. Ragione per cui l’ho disegnata – quasi inconsciamente – come un mio riflesso», chiosa Innocente.

Info: www.editriceilcastoro.it