Addio Richard Serra, maestro del metallo e dell’arte processuale

Si è spento a 85 anni l'artista statunitense Richard Serra. Nel maggio 1966 la sua prima personale a Roma alla galleria La Salita

Richard Serra, uno degli scultori contemporanei più importanti del mondo, è morto a causa di una polmonite, martedì 26 marzo. Videoartista, performer, tra i massimi esponenti dell’arte processuale, con i suoi fogli di metallo creava capolavori d’arte. Importantissimo anche per l’arte del nostro paese e per l’inconscio culturale che è riuscito a riportare su diversi artisti. Risale a maggio 1966 la sua prima personale italiana presso la galleria romana La Salita. Il titolo della rassegna in questione è Animal habitats live and stuffed… e consisteva nella provocatoria esposizione di alcuni animali ancora in vita: tre anni dopo, Kounellis, fece arrivare i suoi 12 cavalli (vivi) nella galleria L’Attico. Nel 2003 realizzò Naples, esposta per lungo tempo nel capoluogo campano in Piazza del Plebiscito e ad oggi conservata al Museo Guggenheim di Bilbao. In Italia possiamo ammirare le sue opere al MADRE di Napoli e a Spoleto, a Palazzo Collicola.

Le sue imponenti sculture in acciaio sono talvolta arrugginite, imperfette, con bordi seghettati e ondulati. Con la sua arte ha ridefinito il concetto di spazio pubblico, influenzando intere generazioni di artisti. Ogni scultura di Richard Serra è caratterizzata da una forte presenza fisica e da una relazione dinamica e simpatetica con l’ambiente circostante. La componente del movimento e dell’esperienza si traduce nella processualità delle sue sculture, in cui l’oggetto risulta direttamente da un certo modo di agire: la dimensione processuale è un altro aspetto della corporeità, del corpo in atto. E nel momento in cui c’è il corpo in atto, la presenza dell’oggetto è sempre più labile, così come l’animo dei suoi lavori, che ad oggi si è spento con lui.