Coming Soon, le sfide di un futuro incerto in mostra a Parigi

Nello spazio parigino Lafayette Anticipations, 32 artisti riflettono sul futuro, cercando una chiave di lettura per decodificare l’ignoto

Incerto, complesso, sostenibile, digitale, interconnesso, globale. Ma soprattutto imminente. Il futuro si presenta oggi, come un territorio multiforme sulla cui superficie è steso un velo di condiviso affanno, una tensione comune di smarrimento e frenesia. Le sfide sono numerose e di grande portata e l’atmosfera complessiva di questa epoca è difficile da respirare. Ciò che emerge è la necessità di sviluppare una chiave di lettura per decodificare l’ignoto, così incerto nella sua definizione eppure massiccio nella sua presenza. Un’entità che ci richiama con forza, invitandoci ad esplorare diversamente i confini delle nostre conoscenze interpretative. 

Rirkrit Tiravanija, untitled (demain est la question), 2015. Silkscreen on ping pong table and rackets, 76 x 274 x 152.5 cm. Courtesy of the artist and Galerie Chantal Crousel, Paris © Florian Kleinefenn

Curata da Rebecca Lamarche-Vadel, la mostra collettiva Coming Soon – En attendant demain e ospitata dallo spazio parigino Lafayette Anticipations, si propone come “dispositivo di traduzione” dell’avvenire, di ciò che sarà e di ciò che sfugge. L’esposizione agisce simultaneamente come capsula del tempo e finestra sul futuro: gli artisti presentati sono trentadue e le installazioni contemporanee si alternano con oggetti e manufatti archeologici provenienti dal Museo del Louvre, che rimandano alle antiche pratiche divinatorie. Il futuro è uno spazio-tempo indefinibile e in permanente metamorfosi, che non tutti abitiamo allo stesso modo. È quindi imperativo considerare collettivamente ciò che verrà: Coming Soon mira ad esplorare la capacità di scrivere orizzonti comuni e contemplarne paure, desideri, speranze e inquietudini. In questo modo, la mostra agisce come calco dello spettro delle visioni contemporanee dell’ignoto e dei turbamenti che questo suscita.

L’approccio concettuale è sviluppato su più livelli d’indagine e questo è reso possibile anche grazie alla flessibilità dello spazio espositivo. La struttura interna dell’edificio di Lafayette Anticipations, realizzata dall’architetto Rem Koolhaas, è dotata di quattro piattaforme mobili che consentono di configurare lo spazio in quarantanove modalità differenti. Questo permette un alto grado di adattabilità ai progetti espositivi, creando une propria “macchina curatoriale”. L’esposizione si apre e si chiude con l’installazione interattiva di Rirkrit Tiravanija, Untitled (demain est la question); procedendo con un’indagine di vari strumenti e pratiche divinatorie – dalle tavolette mesopotamiche alle carte dei tarocchi e alla caffeomanzia – utilizzati come mezzi collettivi per decodificare l’ignoto, alla ricerca di risposte. Il percorso continua nella sezione Seeing Ahead che esplora opere d’arte e letteratura che hanno preannunciato eventi futuri, spingendo alla riflessione sulla natura della previsione e dell’intuizione. Successivamente, viene approfondito il tema dell’attesa e dell’anticipazione, scaturendo una riflessione sulla dimensione temporale della vita umana e sull’influenza delle azioni passate sulle traiettorie future.

Bênoit Piéron, Laundrette, 2024, Coming Soon, Lafayette Anticipations, Paris

Qui, Benoît Piéron  invita i visitatori ad entrare all’interno di una lavanderia gettoni. Studiando le sale d’attesa, l’artista si concentra su un luogo dove impazienza e noia si manifestano nel conto alla rovescia dei minuti, trasformandolo in un dispositivo ipnotico e poetico, dove gli oggetti prendono vita e il tempo di colpo si dilata. La mostra prosegue il suo itinerario approfondendo la relazione tra fantascienza, escapismo e pulsioni survivaliste, come modalità attraverso le quali individui e comunità navigano le incertezze e le tensioni generate dal futuro. Le ultime sale, ospitano la sezione Admitting (Ammettere), con opere che stimolano una riflessione intorno al concetto di accettazione. Attraverso la creazione di sculture destinate inevitabilmente a collassare, come nel caso di Bridget Polk, il pubblico è spinto a contemplare i cicli naturali della vita e la sua caducità e a considerare il ruolo enigmatico del destino e del caso nell’evoluzione del mondo. 

Bridget Polk, Balance, 2024. Concrete blocks and stones, variable dimensions. Courtesy of the artist © Bridget Polk

Gli artisti in mostra: Bas Jan Ader · John Akomfrah · Chino Amobi · Clovis Bataille · Nina Beier · Neïl Beloufa · Stéphanie Brossard · Leonora Carrington · Xinyi Cheng · Alexandru Chira · Mimosa Echard · Cécile B. Evans * · Cerith Wyn Evans · Johann Heinrich Füssli · Marguerite Humeau · Christine Sun Kim · Emma Kunz · Romany Marie · Nggamdu.org · Philippe Parreno · Benoît Piéron · Bridget Polk · Heji Shin · Lisa Signorini * · The Simpsons · Diamond Stingily · Martine Syms · Sung Tieu · Rirkrit Tiravanija · Nora Turato · Jules Verne  · Georges Widener. And archaeological objects from the Louvre.

Fino al 12 maggio
Lafayette Anticipations, Parigi
info: lafayetteanticipations.com/fr